RIMBORSOPOLI

Giovine fa scena muta, Stara non ricorda

Il consigliere dei Pensionati, indagato per peculato nell’inchiesta sui fondi dei gruppi regionali, non risponde alle domande dei magistrati. Proseguono gli interrogatori dei rappresentanti delle formazioni pocket di Palazzo Lascaris

Non ha risposto alle domande del pm Enrica Gabetta, Michele Giovine, il consigliere regionale dei “Pensionati per Cota'” che la scorsa settimana insieme ad altri tre colleghi ha ricevuto un avviso di garanzia con l’accusa di peculato nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Procura di Torino volta ad accertare l’uso dei fondi a disposizione dei gruppi in Consiglio regionale del Piemonte. A Giovine, accompagnato dagli avvocati Renzo Capelletto e Giovanni Nigra, vengono contestati rimborsi per un ammontare di 121mila euro: soldi spesi tra bar, ristoranti, night club ma anche abbigliamento, fiori, regali per bambini, centri estetici e alcolici. Tra le spese anche 700 euro per due biglietti per assistere a una partita della Juventus e uno scontrino da 51 euro di un locale delle Canarie. Al momento l’esponente dei Pensionati, già condannato a due anni e otto mesi in secondo grado per irregolarità nella raccolta e certificazione delle firme elettorali,si è avvalso della facoltà di non rispondere.

 

Davanti ai pm è comparso pure Andrea Stara, del gruppo “Insieme per Bresso”, che invece ha risposto ai rilievi. A lui vengono contestati rimborsi per 57mila euro (scontrini per bar e trattorie, articoli da ferramenta, quasi 4mila euro per un tosaerba, un frigorifero e una sega circolare). Nell'interrogatorio, durato quasi due ore alla presenza dell'avvocato Antonio Rossomando, l'esponente del Pd - che si è autosospeso dal partito all'indomani dello scandalo - ha affermato di non aver utilizzato a fini personali i fondi del gruppo. E se per ciò che concerne una serie di acquisti - il frigorifero, suppellettili, vasi - ha assicurato che tutto si trova nelle stanze della Regione, non è riusciuto a fornire spiegazioni sul famoso tosaerba. "Non so, non ricordo". Per quanto concerne il pagamento di materiale della campagna elettorale alle ultime Comunali di Torino, Stara ha ammesso il fatto ritenendo fosse lecito.

 

Domani sarà la volta degli altri due consiglieri indagati: Maurizio Lupi (Verdi verdi) ed Eleonora Artesio (Federazione della Sinistra).

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1 Commenti

  1. avatar-4
    09:54 Martedì 18 Dicembre 2012 folgore46 COME DIRE...

    ...non c'ero, ma se c'ero dormivo, ecco il coraggio (?) dei nostri piccoli politicanti locali, pronti a tuonare nelle sale del potere, silenziosi come scolaretti davanti alla Giustizia.

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