CONCORRENZA AL CENTRO

Caccia grossa al voto moderato

Cota si rivolge ai piemontesi attraverso una lettera aperta e propone la versione di un Carroccio "sobrio, equilibrato e concreto", come il suo governo, dice. Anche Ghiglia dei "Fratelli d'Italia" scrive, prendendo però le distanze dal governatore

Se va avanti di questo passo i piemontesi, specie quelli “moderati”, rischiano di trovarsi le cassette della posta intasate. La grafomania  dei politici, feconda a ogni appuntamento con le urne, in questo frangente è scoppiata di domenica. Primo è stato il governatore Roberto Cota a mettere nero su bianco la volontà di rappresentare il Piemonte «moderato», ma al contempo sensibile all’innovazione, poi a stretto giro di posta è arrivato il leader locale dei “Fratelli d’Italia”, Agostino Ghiglia, che vuole stipulare un patto  con l’elettorato moderato autoctono che veda «nell’alternatività assoluta alla sinistra, valoriale, culturale, progettuale, e ad un più dialettico rapporto con la Lega, onde rafforzare e rivivificare l’alleanza, i suoi punti fermi». Tutti a corteggiare i moderati, schiera un tantino inflazionata, ma soprattutto entrambi incuranti che lo stesso termine moderato sulla loro bocca suoni un po' stonato.

 

Andiamo per ordine cronologico. La Lega Nord si presenta come baluardo di un «Piemonte moderato, ma al contempo innovatore e riformatore, in grado di divenire più forte nel suo slancio economico e sociale». Così scrive Roberto Cota in vista dell’imminente tornata elettorale. Il governatore si rivolge ai piemontesi “moderati” attraverso una lettera aperta, spiegando le ragioni della sua candidatura alle Politiche. «Nel 2010 c’è stata una vittoria dei moderati – è l’assunto da cui parte il suo ragionamento -. Penso che la gente mi abbia scelto come presidente perché ero in grado di rappresentare anche questo mondo, numericamente importante nella società piemontese. Conscio di questo contesto, del mandato ricevuto, e, soprattutto, esprimendo quelle che sono sempre state le mie idee, ho portato avanti un’azione di governo coerente sulla difesa della vita, sui valori della famiglia e sul modo di intendere i rapporti con l’impresa».

 

La scelta di prendere parte attiva alla competizione elettorale discende proprio da tali convincimenti: «Non intendo lasciare la Regione – assicura -, la mia è una candidatura che ha un valore politico, quello di mettere la faccia sulle liste della Lega, essendo il segretario nazionale della Lega Nord Piemont, e di sostenere un progetto politico che è quello di mantenere almeno il 75% delle entrate tributarie sul nostro territorio». Ma a muovere Cota non c’è solo l’esigenza di tirare la volata al Carroccio: «La mia candidatura ha anche un altro valore – aggiunge -, quello di dare, appunto, all’elettorato moderato piemontese la possibilità di indirizzare il voto in una direzione chiara e utile, perché da questo voto può uscire rafforzata l’identità di un Piemonte moderato, ma al contempo innovatore e riformatore, in grado di divenire più forte nel suo slancio economico e sociale». Per questa ragione lo stile che adotterà in campagna elettorale sarà conseguente: «Non parlo male degli altri, non mi metto a fare polemiche, ma voglio provare a dialogare e a parlare di politica e di voto in modo sobrio, equilibrato e basato su fatti concreti. Le polemiche, alla fine non pagano mai, offuscano solo lo sguardo delle persone perbene».

 

Ed ora i “Fratelli d’Italia”. Ghiglia, in una lettera agli elettori piemontesi di centrodestra, ritiene che «il centrodestra e l’elettorato moderato piemontese» abbiano bisogno «di una nuova spinta propulsiva e di una nuova offerta politica che sappia ridare alla nostra terra nuovo slancio e un ritrovato ruolo nel panorama politico nazionale». Una prospettiva che ha radici locali, non sempre positive: «Dopo la grande vittoria alle elezioni regionali del 2010 - rileva il parlamentare - le posizioni del centrodestra sono sembrate un po’ appannate quando non appiattite su quelle della Giunta regionale guidata da Roberto Cota». Una valutazione politica che interpella tutta la coalizione di governo in Regione: «D’altra parte - prosegue Ghiglia - il senso di appartenenza e la fiducia degli elettori del centrodestra, sono stati minati dal fatto che il Pdl negli ultimi anni non ha saputo rinnovarsi, isterilendo sempre più la propria presenza e la propria proposta e lasciando alla Lega spazi di manovra talvolta troppo ampi». Occorre quindi se non una rottura, almeno un cambio di marcia: «Fratelli d’Italia in Piemonte – conclude  - nasce anche da questi errori e dalla consapevolezza che i nostri elettori, le categorie, i lavoratori, chiedono a gran voce, da tempo, un visibile cambio di passo, una politica del territorio per il territorio: meno slogan e più concretezza, meno “brand” e parole d’ordine ma più serietà e impegno sui temi del nostro vivere quotidiano».

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3 Commenti

  1. avatar-4
    19:33 Domenica 03 Febbraio 2013 Veritas Vattene a casa e portati via Monferino di corsa

    State smontando a pezzetti la ns sanit', frutto di sacrifici di tutti i nostri padri e delle nostre tasche. Vattene a Roma e non farti piu vedere in Piemonte?

  2. avatar-4
    19:19 Domenica 03 Febbraio 2013 pcugin@tiscali.it "segretario NAZIONALE della lega nord Piemont"

    Ogni commento è superfluo, a parte sottolineare ancora una volta che avere avuto un presidente di regione a tempo pieno avrebbe fatto comodo al Piemonte. Anche un carroccio "sobrio ed equilibrato" mi sembra un ossimoro.....

  3. avatar-4
    18:01 Domenica 03 Febbraio 2013 unasanitapertutti onorevole!!!!

    Gentile direttore, molto onorevole presidente, anche ammesso che ci siano state azioni di governo condivise dalla popolazione e dall'elettorato moderato, posso assicurare che visti i risultati derivanti dalle decisioni prese in ambito sanitario, dagli operatori sanitari di voti la lega e il pdl ne prenderanno molto pochi, il governatore dovrebbe sapere che le elezioni specie in piemonte, anche se politiche e non regionali si perdono e si vincono sui temi della sanità e del socio assistenziale, è inutile dire chi sia il responsabile di una eventuale disfatta elettorale. Buona fortuna e speriamo che decida di andare a Roma, sarebbe meglio per lui e per il piemonte

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