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POLITICA & SANITA'

"Basta falsità sulla pediatria"

Con la nascita del Parco della Salute non è prevista la riduzione dell'offerta sanitaria. Il direttore Falco: "Nessun taglio di posti letto, il servizio sarà d'eccellenza". L'assessore Saitta: "Strumentalizzazione politica sulla pelle dei bambini" - DOCUMENTO

Il taglio dei posti letto all’ospedale infantile Regina Margherita è una fake news, almeno nei termini presentati nei giorni scorsi da opposizioni e sindacati a Palazzo Lascaris. La nascita del nuovo Parco della Salute, piuttosto, prevede una riorganizzazione complessiva non solo dei posti letto ma di tutta l’offerta sanitaria a Torino e nella sua area metropolitana, che, afferma il direttore generale delle Molinette Silvio Falco “non pregiudicherà in nessun modo l’offerta pediatrica”. Nelle scorse ore, dopo l’allarme lanciato in Commissione Sanità dai sindacati e la petizione on line “Salviamo il Regina Margherita” del consigliere regionale di Forza Italia Andrea Tronzano è scattato il panico, dentro e fuori il nosocomio infantile, al punto da costringere il vertice della Città della Salute a convocare una conferenza stampa per chiarire meglio quel che sarà.   

Innanzitutto bisogna tenere conto che la realizzazione del Parco non avviene per realizzare un trasloco di persone e mezzi da un palazzo a un altro, ma rappresenta l'epicentro di una riorganizzazione complessiva della sanità subalpina che avrà nel nuovo sito un punto di riferimento d’eccellenza per i casi più complessi, mentre una rete territoriale di strutture a bassa intensità si occuperà delle cosiddette post acuzie. Due sistemi che dovranno integrarsi.  

Per quel che concerne il Regina Margherita certamente sarà assorbito nel nuovo ospedale, così come Molinette e Sant’Anna, mentre il Cto diventerà una struttura a bassa e media intensità, cioè privo di pronto soccorso e delle specialità più complesse. Il Parco disporrà di 140 posti letto per il reparto infantile (ai 90 cui fanno riferimento i sindacati bisogna aggiungere i 50 di patologia neonatale) oltre agli ulteriori 50 di ostetricia. A questi si sommano quelli del reparto rianimazione, che oggi sono inseriti nella struttura di piazza Polonia. Bisogna, inoltre, aggiungere anche un centinaio di posti letto per la pediatria che saranno ricavati nell’attuale Cto, dove il progetto ne prevede complessivamente tra 450 e 500. Nel complesso, quindi, saranno previsti almeno 250 posti letto pediatrici, circa il 10 per cento in meno rispetto agli attuali (non due su tre come prospettato dai professionisti della catastrofe sanitaria). Un’ulteriore compensazione sarà generata dalla rete per le post-acuzie prevista dalla Regione su tutto il territorio di Torino e della sua area metropolitana. Ci saranno meno letti, ma verrà mantenuto quello che la direttrice del Dipartimento, Franca Fagioli, definisce il brand del Regina Margherita. Un nome conosciuto in Europa che nel 2018 ha fruttato all'ospedale 8,5 milioni di euro donati dai privati.

"Il Regina Margherita - ha rimarcato Fagioli - sta già lavorando in vista del nuovo Parco della Salute: con una maggiore integrazione si può trovare una migliore risposta per i nostri piccoli pazienti. Ma i posti letto dovranno essere rimodulati, perché la medicina cambia e alcune malattie come i tumori tendono a diventare patologie croniche e quindi ad avere bisogno di meno letti, mentre avanzano nuove tecnologie in campi nei quali ne serviranno di più. Parteciperemo ai tavoli dove verranno prese queste decisioni, e io vigilerò su ciò che più conta, ovvero che vengano mantenute le professionalità e le specificità che ci caratterizzano. Il Regina Margherita, in rete con altri ospedali infantili europei - ha rimarcato - è identificato per la capacità di curare al meglio i suoi pazienti. In questa fase non è ancora stabilito se l’ospedale infantile avrà una palazzina a sé stante, ma i responsabili hanno chiarito che non ci saranno commistioni fra pazienti adulti e bambini. Reparti infantili con ulteriori posti letto inoltre saranno presenti negli ospedali generalisti, dove saranno curate le patologie meno complesse.

Come sottolinea Falco, il quaderno sulla organizzazione sanitaria del Parco della Salute contiene dati e cifre validati dal Ministero della Salute e dall’Agenas, “nessuno sarebbe così folle da far perdere i due terzi dei posti letto sulla pediatria”. Reazione dura anche dell'assessore alla Sanità Antonio Saitta: “È il momento di smetterla di raccontare falsità, strumentalizzando la sanità per fini elettorali e giocando in modo scorretto sulle paure dei genitori e sulla salute dei bambini stessi. In questo modo si fa il male del nostro sistema sanitario e di tutto il Piemonte”. “L’ospedale Regina Margherita non chiuderà – aggiunge l’assessore -, all’interno del nuovo Parco avrà un ruolo di estrema importanza un polo materno-infantile che conserverà tutte le eccellenze di cui attualmente dispongono la Città della Salute e la sanità piemontese nel suo complesso. La realizzazione del Parco permetterà oltretutto di valorizzare queste grandi competenze, aumentando ulteriormente la sicurezza per i piccoli pazienti e per le loro famiglie. Ribadisco inoltre che il processo di realizzazione del Parco sarà seguito in modo costante da una commissione di esperti che per la parte clinica sarà composta da professionisti della stessa Città della Salute. Questi esperti valuteranno i progetti presentati dalle imprese sulla base della qualità”.

I numeri tornati recentemente in auge, inoltre, non rappresentano certo una novità. Sono pubblici da quando Sergio Chiamparino li presentò la scorsa primavera. Il Parco si svilupperà su un’area di 317mila metri quadri, ospiterà le attività e le strutture ad elevata complessità oggi presenti nei quattro grandi ospedali della Città della Salute: Molinette, Sant’Anna, Regina Margherita e Cto. In tutto, 1.040 posti letto, rispetto agli attuali 2.200-2.400, una riduzione dovuta proprio al fatto che qui saranno trattati esclusivamente i casi più gravi. Il Cto, riconvertito, sarà invece un ospedale a bassa e media intensità di cura con 450-500 posti e manterrà l’Unità spinale unipolare. Al Parco sarà trasferita anche la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università. Previsti 60mila metri quadri di parcheggi, per un totale di circa 2.300 posti auto. Oltre ad attività commerciali e direzionali su circa 15mila metri quadri. Costo complessivo dell’opera, 670 milioni di euro. Il 30 per cento a carico dello Stato, il restante 70 per cento dovrà arrivare dai privati.

Qui tutti i dati sull'organizzazione del nuovo ospedale

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