Monge

Sel in subbuglio, il segretario vacilla

Terremoto tra i vendoliani. Si spezza l'alleanza che ha portato alla testa del partito Michele Curto. Cerutti sonda le minoranze interne, ma senza successo e Ferrentino prepara le valigie

Sel rischia di perdere la testa. Mentre a Bari il leader nazionale – nonché governatore della PugliaNichi Vendola si interroga sul futuro del partito in vista delle – non si sa quanto prossime – elezioni politiche, a Torino intrighi di palazzo e vecchi rancori rischiano di far saltare il banco chiudendo la breve esperienza del segretario provinciale Michele Curto (foto sotto). La maggioranza con la quale è stato eletto già vacilla.

 

Chi lo ha visto ieri, in piazza Palazzo di Città, pranzare con la sua ex alleata Monica Cerutti, consigliera regionale e membro della segreteria nazionale, racconta di un pasto indigesto in cui la tensione era altissima. Al centro della discussione ancora una volta il rapporto tra Curto, che è anche capogruppo in Consiglio comunale a Torino, e l’assessore vendoliano Maria Grazia Pellerino, fortemente sponsorizzata nella giunta di Piero Fassino proprio dalla Cerutti. L’ultimo strappo è avvenuto sull’aumento delle tariffe delle scuole materne comunali, varato dall’assessore e giudicato iniquo dal suo stesso capogruppo. Sabato scorso, pare che Curto si sia recato negli uffici di via Bazzi per ottenere i saldi della delibera, deciso a emendarla, a costo di aprire un nuovo fronte, dopo quello sull’esternalizzazione degli asili nido. Alla fine i tempi si sono rivelati troppo stretti e Fassino ha fatto capire che non era aria: la delibera approda in Sala Rossa così come partorita dalla giunta e viene votata da tutta la maggioranza compatta, mentre l’opposizione, grillini in testa, criticano l’ennesima assenza della Pellerino proprio mentre si discute un proprio provvedimento. L’avrebbe cercata anche il sindaco al telefono, ma invano.

 

Il “blitz” di Curto, però, è stato letto come l’ennesimo atto di ostilità, che ha provocato l’ira della Cerutti: “Ti muovi senza condividere la linea politica e metti sotto assedio il tuo stesso assessore” gli avrebbe rimproverato. Pur senza annunciarlo ufficialmente - «al momento il segretario è Curto» si limita a dichiarare allo Spiffero – pare che la mantide rossa, dopo l’ex segretario Antonio Ferrentino e il suo ultimo alleato Luca Robotti, sia pronta a scaricare anche il giovane numero uno del partito, di cui mal sopporterebbe l’eccesso di protagonismo e l’autonomia politica. Avrebbe già sondato le minoranze interne, che per ora, però, non sembrano interessate a farle da stampella: "Se c'è una crisi vengano a comunicarlo al Federale e si deciderà il da farsi, non mi sembra tempo di ribaltoni" dice un dirigente.

 

Il tutto mentre il dibattito nazionale si avvita sulla linea politica: socialismo di governo, sul modello Hollande, o sinistra di opposizione stile Syriza? Una coalizione con Pd e Udc, o un listone arancione cui dar vita assieme all’Italia dei Valori e i sindaci di area? Di tutto ciò nel capoluogo subalpino non c’è traccia, mentre si rincorrono sempre più insistenti voci di un prossimo addio di Ferrentino, che di Sel fu il primo segretario torinese, pronto a passare armi e bagagli al Pd assieme a una pattuglia di iscritti ed ex dirigenti che lo avevano seguito in quella sua nuova avventura. Di certo, questa volta non avrà al suo fianco il consigliere comunale Marco Grimaldi.  

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