Forza Italia

Festa Pd con i soldi pubblici

Dal gruppo consiliare di Palazzo Cisterna un piccolo extra per la kermesse democratica. E sull'onda del caso Lazio si inizia a indagare sui fondi dei partiti nelle varie amministrazioni

A Roma è Polverini, a Torino rischia di sollevarsi un polverone. L’occhio di bue ormai è puntato fisso sulle dotazioni economiche dei vari gruppi consiliari e l’uso disinvolto che viene fatto del denaro pubblico a disposizione delle varie formazioni nelle amministrazioni locali. Nell’attesa che la proposta dei Radicali di renderne trasparenti i bilanci, attraverso la pubblicazione online, venga adottata e che le fregole moraliste si trasformino in atti concreti, iniziano a emergere i primi casi del malcostume, quel "così fan tutti" comune a ogni latitudine e indifferentemente dal colore politico.Così capita che gli stipendi dei dipendenti del partito vengano in realtà pagati con i soldi della collettività attraverso le formazioni politiche del Consiglio regionale e che voci sempre più insistenti parlino addirittura di un consigliere che utilizza tali risorse per consolidare il proprio pacchetto di tessere.

 

Il primo bubbone è scoppiato ieri sera nell’ultima segreteria provinciale del Pd, quando è emerso che il gruppo provinciale del Partito democratico ha versato 1.200 euro per contribuire alle spese della festicciola democratica nel giardinetto di famiglia della coppia Bragantini-Stara in piazza D’Armi. Soldi serviti a pagare la stampa del programma della kermesse. Cifra, peraltro, lievitata a 2.000 euro complessivi, comprendendo una non meglio precisata spesa per l’anagrafe degli amministratori. E che questa generosa elargizione fosse quantomeno inusuale lo testimonia la frattura che ha provocato nella compagine democrats di Palazzo Cisterna: la votazione è finita 8 a 7 e addirittura la capogruppo Silvia Fregolent (assieme a Giampietro Tolardo, Pino Sammartano, Roberto Cavaglià, Davide Fazzone, Angela Massaglia ed Erika Faienza, mentre Salvatore Ippolito non ha votato) ha dato parere negativo. “Il gruppo provinciale non è il bancomat del Pd” si sarebbe sfogata la Faienza durante la riunione di ieri sera, in cui è emersa anche una gestione poco condivisa e condivisibile della festa. E c’è chi inizia a parlare di una imminente resa dei conti.

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