GIU' DAL CARROZZONE

Csi: licenziamenti e mobilità

Si fanno nere le prospettive del Consorzio informatico pubblico. Via una quindicina di manager e ricollocazione per 80 dipendenti. E la politica continua a litigare sulla sua riorganizzazione

Licenziare una quindicina di dirigenti degli attuali 38 in servizio e mettere in mobilità i dipendenti, circa 80, in forza alla divisione “paghe e stipendi”, unit aziendale da chiudere. Sono queste, in sintesi, le fosche prospettive delineate ieri al consiglio di amministrazione del Csi dal presidente Roberto Moriondo e dal direttore generale Stefano De Capitani. L'organo di governo, presente per il Comune di Torino Giovanni Ferrero, mentre era assente Valter Baratta della Regione (delegato dal settore sanitario), ha preso atto della grave crisi che attanaglia la società. Il Consorzio informatico pubblico è con l’acqua alla gola e in attesa di una ciambella di salvataggio proveniente dalla politica, a lungo promessa e sistematicamente disattesa, è costretto a scelte drastiche. Insomma, mentre a Roma si discute Sagunto cade.

 

La proposta di riordino complessivo dell’ente di corso Unione Sovietica è da mesi impantanata nelle diatribe politiche, tra tesi continuamente modificati, bracci di ferro tra le forze politiche e l’esecutivo regionale, cabine di regie tra i soci mai realmente decollate. Sulla natura e ambiti di azione del commissariamento non c’è intesa tra l’assessore all’Innovazione Massimo Giordano e gran parte della maggioranza (Pdl e Progett’Azione). Alcuni temono che in modo un po’ gattopardesco invece di procedere a una profonda revisione del Csi, mettendolo in grado di concorrere più agevolmente (e con meno zavorre pubbliche) sul mercato, la Giunta proponga una sorta di leggero maquillage. Giordano, da par suo, continua ad insistere sul modello duale: una agenzia interamente pubblica con i compiti di direzione strategica dell’Ict regionale (e con tutti dentro, dagli enti locali ai vari soggetti pubblici) con funzione di stazione appaltante; una struttura operativa, con in pancia ordini e assegnazioni, da vendere nel suo complesso o “spacchettata” per unità di business.

print_icon

5 Commenti

  1. avatar-4
    08:39 Giovedì 11 Ottobre 2012 novara69 risposta per "chiacchere alla posta"

    Caro "kirk67" lei mi sembra incarnare la vecchia mentalit

  2. avatar-4
    10:55 Venerdì 05 Ottobre 2012 consu_csi Ora ve lo spiego io

    Sono un consulente che lavora per il CSI da 15 anni, ovviamente per me non c'è mai stato spazio per un assunzione, eppure ho sempre svolto sempre molto bene il mio lavoro. La soddisfazione mi viene data quotidianamente dagli utenti che assisto e che si complimentano sempre per il mio operato.In questi 15 anni ho visto assumere un sacco di gente ma io niente. Sopra di me ci sono un sacco di dirigenti parassiti che grazie al nostro operato possono sopravvivere senza fare niente Direttore compreso. Non è molto diverso dall'azienda pubblica nella quale lavoro. L'Italia è questa signori, siamo messi così perchè la spesa pubblica è ENORME. A dimenticavo... guadagno 1250 Euro, non sono molti ma sicuramente taglieranno su gente come me mentre sopra resterà tutto uguale.

  3. avatar-4
    00:34 Venerdì 05 Ottobre 2012 Kirk67 Chiacchiere alla posta

    Come sempre l\'italiano medio dà il meglio di sè alla posta: carrozzone, 15 sono pochi, è tutto un magna magna... Difficile far funzionare la testa eh? Esaminare le questioni, sapere che molte altre regioni avevano un \"in-house\" come il CSI, che l\'hanno smantellato per soddisfare gli appetiti più vari e ora hanno servizi peggiori e più costosi, eh? Che in Regione le competenze tecniche e progettuali per le iniziative ambiziose come quelle annunciate oggi dal governo proprio non ci sono.. Che noia pensare ed informarsi, vero? Meglio abboccare al primi amo che ti pesca, oh si..

  4. avatar-4
    23:12 Giovedì 04 Ottobre 2012 novara69 Tutto in stallo

    la Regione non prende decisioni sul CSI ma non ne prende alcuna neanche in merito ai progetti di sviluppo ICT da lei stessa presentati attraverso i vari piani di indirizzo (basti pensare che l\'unico progetto di sistema di cui si parla in termini concreti per il 2012, il Sistema Unico Contabile della Sanità regionale, è alla data ancora sprovvisto di copertura).In questa situazione di generale stallo succede che il piano di smantellamento del CSI è già di fatto iniziato, ma nel modo peggiore possibile per i suoi dipendenti (vedi la cassa integrazione e i licenziamenti dirigenziali che non tarderanno a ripercuotersi anche su tutto l\'indotto dei fornitori di consulenze), e in un simile scenario le conseguenze certe saranno, oltre all\'evidente assenza di una innovazione apprezzabile dai cittadini, la continua necessità di esborso dei circa € 100 milioni di euro l\'anno necessari a pagare gli stipendi del carrozzone... se si pensa a quanta innovazione si potrebbe finanziare con quei € 100M l\'anno, ci sarebbe da rilanciare un intero comparto ICT, proprio quel comparto già largamente emigrato su Milano e che nella nostra Regione continua a trovare sempre meno ragioni di attrazione.

  5. avatar-4
    21:54 Giovedì 04 Ottobre 2012 biellesefuturo E dove sta il problema?

    Fanno bene a tagliare il \"carrozzone\", pozzo senza fondo del CSI.Dispiace per i dipendenti, ma avere servizi che non funzionano a costi elevati proprio non è la politica giusta. Ci hanno mangiato tutti con il CSI, i politici e i dirigenti corrotti (sono pochi i 15 che fanno fuori). Anche la Regione è stufa del CSI, chiedete ai dipendenti del dipartimento Innovazione che avrebbero le competenza per fare gran parte delle cose che fa il CSI, chiedete a loro.

Inserisci un commento