FINE CORSA

Pd, di troppa responsabilità si muore

Dirigenti e militanti democratici vivono ore di grande apprensione perché temono che siano in ballo le sorti del loro partito. E sospettano che Napolitano sia il sicario. Da Roma un effetto domino che scombinerà le tradizionali appartenenze

Maledetto “senso di responsabilità”. Il Pd conclude l’ultimo giro delle consultazioni lampo con la dichiarazione del vice-segretario Enrico Letta nella quale annuncia che il partito si rimette alle decisioni del capo dello Stato dopo aver constatato quanti no ha trovato lungo la strada la proposta di un governo Bersani. In attesa di vedere se e come si sbroglierà nelle prossime ore la matassa anche la base piemontese è attraversata da grande inquietudine. Forse per la prima volta è diffusa la sensazione che con le sorti del governo sia in gioco la sopravvivenza stessa del partito.  E lo psicodramma collettivo si diffonde sui social network, arrivando a puntare il dito direttamente sul Quirinale e sulle mosse dell’inquilino che, ormai, molti stentano a riconoscere come il loro vecchio e autorevole dirigente. Il senatore Stefano Esposito dà una lettura maliziosa dell’ultimo incontro tra Napolitano e Letta: «Perché Letta ha dichiarato “il Pd appoggerà la proposta che farà del Presidente”, invece di dichiarare “il Pd valuterà la proposta del Presidente?”, si chiede in un post su Facebook. Lui un’idea ce l’ha: «Perché Napolitano ha minacciato le dimissioni se non si fosse adeguato». Un presidente quindi che si mette di traverso, parte in causa che oggettivamente arreca problemi al partito: «Mi dispiace ma, con il dovuto rispetto per il Capo dello Stato, il Pd non è il partito di Napolitano e siccome siamo stati molto responsabili fino ad ora sarà la Direzione Nazionale e i Gruppi Parlamentari a decidere la linea del partito democratico».

 

Quel “ci rimettiamo all’iniziativa di Giorgio Napolitano, la sosterremo responsabilmente” non piace. Esplicito nel suo commento un militante venariese: «Napolitano con tutti questi discorsi sul senso di responsabilità ci sta fregando. Il Pd ha la maggioranza assoluta alla Camera e quella relativa al Senato: ha il diritto di fare il governo e andare davanti alle camere a cercare la fiducia. Quantomeno ne ha più diritto rispetto a chiunque altro». Si sfoga il sindaco di Beinasco Mauro Piazza: «E basta con questo senso di responsabilità che guarda caso e sempre è solo il Pd a metterlo x poi puntualmente prenderlo in saccoccia… Ci abbiamo provato, adesso basta… condivido, la direzione decida ma tenendo ben presente cosa vogliono elettori e iscritti Pd… nessun governo con il Pdl e torniamo al voto, noi responsabilità ne abbiamo messa già troppa, guardate che abbiamo anche una “dignità” che non deve essere calpestata da nessuno».

 

Basterà l’orgoglio a tenere insieme un partito che mostra crepe profonde, lasciando intravvedere già nelle prossime settimane diserzioni importanti, anche in Piemonte? Chissà. A Palazzo Lascaris il malessere è soprattutto nella componente di radice popolare e ascendenza Margherita: l’astigiana Angela Motta è da tempo pronta all’addio e solo la confusione di questi giorni le ha consigliato di allentare il passo. Nel gruppo democrat su questioni strategiche si parlano ormai due lingue e la recente accelerata sul rinnovo dei vertici regionali del partito ha aumentato le fibrillazioni. Chiaro il messaggio che Davide Gariglio, a cui molti guardano come futuro leader di un rassemblement dai confini più ampi del “renzismo”, indirizza allo stato maggiore: «Vi ricordate dei tram con la scritta “vietato parlare al conducente”? Il Pd non deve diventare così!». Ultima fermata: il capolinea.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    11:20 Domenica 31 Marzo 2013 Cinghiale Tragedia annunciata

    Il PD (composto dalla vecchia nomenklatura post-comunista ed ex democristiana, ad es. Rosy BINDI, Castagnetti, Marini,Merlo, ecc.), dopo la vittoria di Pirro delle ultime elezioni politiche, sta semplicemente pagando il prezzo per aver sabotato Renzi alle primarie. La candidatura di Renzi a premier, anche se non avrebbe garantito la "smacchiatura del giaguaro"(cosa che peraltro non si è verificata!), avrebbe senz'altro assicurato al Paese e al PD un nuovo e giovane leader, un maggior consenso elettorale e quindi molti meno problemi nella formazione del Governo. "Uhe ragassi lo voglio dirlo con chiaressa: siam mica qua a fermar l'acqua con le mani o a far volare il tacchino sul tetto eh,ognuno quando mi insulta si assume le sue responsabilità!"

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