Finisce male la favola dei Lupi a sinistra

Bocciato in extremis l’apparentamento dei Verdi-Verdi con lo schieramento di Fassino. Vincono i veti romani. Ora l’orsetto che ride potrebbe tornare a destra, andare con Musy o correre da solo

PRESSING di Ermete Realacci su Piero Fassino

Alla fine hanno vinto i veti romani, in particolare provenienti da Ermete Realacci e da Roberto Della Seta, entrambi parlamentari democratici ed esponenti della componente ambientalista del Pd, ieri a Torino per la convention di “Torino capitale dell’ecologia”. I Verdi-Verdi non faranno parte della colazione di centrosinistra in appoggio al candidato sindaco Piero Fassino. Al pressing locale della neoformazione “Piemonte Europa Ecologia” rappresentata da Dino Barrera, recalcitrante a unire le forze con quella che hanno sprezzantemente definito “lista tarocca”, si sono unite le resistenze dei vertici nazionali e dell’associazionismo.

 

La rottura per intanto ha già originato la rancorosa reazione degli esclusi: Maurizio Lupi, leader dell’orsetto che ride ha annunciato la presentazione di un esposto-denuncia nei confronti dei cugini, rei – a suo dire – di aver cambiato il simbolo nel corso della raccolta delle firme.

 

Sul futuro immediato – è questione di ore: le liste vanno presentate entro le ore 12 di domani – Lupi non si sbilancia. A questo punto, tutte le ipotesi sono plausibile e hanno il medesimo grado di attendibilità: una corsa solitaria, l’apparentamento con il Nuovo Polo, il ritorno a casa nella coalizione di centrodestra.

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