In Provincia il dirigente “vale” 37 volte un dipendente

A Palazzo Cisterna la ripartizione degli “incentivi di produttività” mette in luce una abissale sproporzione tra i vertici e gli altri livelli amministrativi

Ci sono due cifre che tutti i dipendenti della Provincia di Torino dovrebbero analizzare con attenzione in questi giorni: 1.505.630 e 2.173.697. La prima riguarda la somma, in euro, che come “incentivo di produttività” è destinata ai 1605 dipendenti di Palazzo Cisterna, tutti “soldati semplici”. La seconda è il malloppo che si dovrebbero spartire i 62 magnifici dirigenti dell’ente, tutti “ufficiali superiori” forse non  a torto considerati “i più pagati d’Italia”. 

 

Il confronto, pallottoliere alla mano, è semplice ed evidenzia la sproporzione degli emolumenti: a ciascun lavoratore “semplice” dovrebbero andare in media 938 euro, mentre ogni dirigente ne incasserà 35.059, cioè circa 37 volte tanto. E’ tutto regolare? Un dirigente della Provincia vale veramente 37 volte un dipendente? E la produttività di certi capi nella gestione normale dei servizi è accettabile al punto da giustificare un premio “di produzione”? Per quale prodotto?

 

Tre esempi concreti. Edilizia scolastica: il processo per il dramma del Darwin (uno studente morto e un altro ragazzo costretto alla carrozzella) è compatibile con il concetto di “produttività”? Logistica: è possibile che esista “produttività” quando in più di due anni il dirigente responsabile (Claudio Schiari) non  ha trovato il modo di far riparare la barra mobile dell’ingresso della sede di corso Giovanni Lanza, la stessa dove ha sede il contestatissimo Osservatorio per la Tav? Viabilità: che cosa produce un ufficio che per le nevicate invernali ha operato come tutti hanno potuto vedere?

 

Ma c’è di peggio. Regolamento alla mano, il solerte dirigente del personale, così pronto a usare le forbici, ha richiesto la restituzione di una quota della produttività del 2010 (poco più di 300 euro) a una dipendente che si era assentata alcuni mesi per una gravissima malattia. La legge è legge. Ma l'umanità non abita più in via Maria Vittoria 12.

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