APRISCATOLE

Un grillino plana in Fondazione

Il neo sindaco Pd di Tortona designa l'architetto Cartasegna per il consiglio di indirizzo della locale Cassa di Risparmio. Un ente che distribuisce oltre 3 milioni di euro l'anno. È il primo esponente del M5s a fare il suo ingresso in un "salotto" della finanza

C’è un grillino in Fondazione.  Ad aprire a un esponente pentastellato le porte di uno dei grandi centri di potere locale è il sindaco del Pd di Tortona, periferia geografica del Piemonte sabaudo, ma non dell’economia, dell’industria e della finanza che qui hanno sede colossi che di nome fanno Ghisolfi e Gavio, solo per citarne due, sorvolando che anni addietro proprio sulla poltrona di primo cittadino incominciò la sua carriera politica poi deviata sul fronte bancario d’alto lignaggio tal Fabrizio Palenzona. E se nella metà degli anni Ottanta proprio Palenzona con una delle prima giunte anomale Dc-Pci che facevano venire l’orticaria a Bettino Craxi, scombussolò la tranquilla vita della piana alessandrina attirando gli sguardi della politica su Tortona, qualcosa di simile, magari in scala ridotta, rischia di produrre la decisione resa nota ieri sera dall’appena eletto sindaco Gianluca Bardone: a rappresentare il Comune nel consiglio di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona sarà l’architetto Roberto Cartasegna, esponente del M5s e uomo che Davide Bono avrebbe voluto in lista alle regionali, ma che invece restò al palo fermandosi al quinto posto nella selezione della rete.

 

Una mossa quella del neoletto sindaco che se per un verso pone fine a una querelle cittadina innescata dalla nomina in zona Cesarini del membro in fondazione da parte dell’ex primo cittadino e ora consigliere regionale di Forza Italia Massimo Berutti (foto), dall’altro finisce con il sorprendere tutti per la novità: un pentastellato, forse il primo in Italia, mette piede nei saloni laddove si decidono cospicue elargizioni e contributi sul territorio. Contro il forzista Berutti si levarono le proteste del centrosinistra, in campagna elettorale, per via di quella designazione che egli fece indicando nello storico di area centrodestra Italo Cammarata. “Non ci provare” lo avevano avvertito i piddini che accusavano Berutti di approfittare dell’ordinaria amministrazione cui era relegata la sua giunta in vista dell’imminente voto, per assumere invece una decisione politica come quella del nome da indicare per la Fondazione. Lui tirò dritto e non appena arrivato al suo posto, Bardone revocò quel provvedimento. Il centrodestra, ora in minoranza, ha affilato le armi e presentato un’interrogazione, paventando sotto sotto ma non troppo, una scelta in casa Pd. Invece Bardone ha sorpreso tutti, o almeno molti.

 

A sedere nel consiglio di indirizzi della Fondazione, nata in ossequio della legge Amato, sulle ceneri della vecchia Cassa di Risparmio di Tortona, sarà salvo imprevisti un grillino (nella foto). I legami con la banca, nel frattempo passata alla Banca Lombarda spa cui la Fondazione ha ceduto nel 1999 il 60% delle azioni, si esauriscono  nel 2006 quando ha avviato l’intera cessione del capitale sociale della vecchia Cassa, nel frattempo incorporata dalla Bre. Tagliato il cordone ombelicale con l’istituto di credito, quella della Cassa di Risparmio di Tortona resta, comunque, una Fondazione di peso sul territorio. Lo scorso anno ha elargito fondi e finanziato progetti per oltre tre milioni di euro. Da oggi su una delle poltrone del salone in cui si decide quanto denaro distribuire e soprattutto a chi, siederà anche un esponente “anti-sistema” a meno che dal Ministero delle Finanze non giunga un pronunciamento di nulla osta verso la nomina di Cammarata.