Ncd vuole fare “centro” con il Pd
20:55 Lunedì 04 Gennaio 2016 4Si profila l’alleanza tra alfaniani e democratici alle amministrative. Cicchitto: “La sinistra punta a far perdere Renzi, noi disponibili”. A Torino il ruolo di traghettatore lo farebbero i Moderati di Portas, sempre generosi nell'accogliere transfughi
“La minoranza del Pd vuol far perdere Renzi in tutte le grandi città”. Quello che Fabrizio Cicchitto lancia nello stagno della politica con una dichiarazione, più di un sasso, pare un macigno. Certo, spostato a fatica dagli alfaniani sempre più protagonisti di una diaspora e sempre più in affanno mano a mano che si avvicinano le amministrative. Ma tant’è, questo basta e avanza non solo per motivare la scelta indicata dallo stesso Cicchitto, ma anche per riaccendere speranze e polemiche laddove si andrà al voto in primavera. “Il centro si deve dare una mossa assumendo una identità politica autonoma. Per le amministrative va deciso caso per caso, è preferenziale una intesa a sinistra qualora ci sia la disponibilità del Pd”, afferma, forse riscoprendo l’antica anima lombardiana, l’ex socialista. E a Torino, dove la riconferma di Piero Fassino potrebbe giocarsi sul filo di lana, per una manciata di voti, gli alfaniani sono pronti a correre in soccorso, magari passando per una presenza “mascherata” nella lista – sempre generosa – dei Moderati di Mimmo Portas.
Il primo niet arriva da chi è appena uscito da Ncd, come l’ex coordinatore Gaetano Quagliariello che accusa Renzi di essere “passato dalla politica dei due forni ai tre fornelli, avendo usato fin qui usato i voti di Ncd per governare e non imbarazzandosi a chiedere nei Comuni i consensi di Sel e della sinistra più estrema, e ora sulle unioni civili arrivando ad aprire al M5s”. Per l’ex coordinatore nazionale dei transfughi berlusconiani “la tornata amministrativa del prossimo giugno può rappresentare per tutto il centrodestra l’opportunità di consegnare l’avviso di sfratto a Renzi ed ad un governo del tutto inadeguato a dare risposte ai grandi problemi che attanagliano il nostro Paese”. Concetto che aveva già espresso anche in una recente intervista allo Spiffero e che oggi rilancia con forza, dalla sua nuova posizione di “figliol prodigo”.
A richiamare l’elettorato di centrodestra a stare alla larga dal Pd, sia pure per ragioni opposte, risulta speculare all’altolà lanciato ancora nei giorni scorsi, per quanto riguarda Torino, dal deputato della sinistra Andrea Giorgis, il quale ha riaffermato la totale e inderogabile “indisponibilità ad alleanze elettorali con il Nuovo Centrodestra e con liste di esponenti politici avversi, sul piano locale e regionale, al centrosinistra”. Ha chiesto alla direzione provinciale del partito di metterlo nero su bianco sottoscrivendo un ordine del giorno preparato dalla sinistra dem.
Situazione non facile, sia pure non da oggi, dunque per quegli alfanoidi piemontesi – da Giampiero Leo a Daniele Cantore, passando per Gigi Marengo - che da tempo avevano avviato contatti e consultazioni neppur poi così segrete con l’ala dialogante del Pd, soprattutto con il segretario Davide Gariglio, ma non solo. Le acque nel laghetto di Ncd sono agitate e la navigazione si fa perigliosa. Difficile dire quanto le parole di Cicchitto potranno fare breccia su chi vede come la sabbia negli occhi un avvicinamento elettorale a Fassino e quanto potranno giovare a chi da mesi si adopera per favorirlo.


