COMUNE DI TORINO

I grillini fanno risparmiare Fassino

Il Movimento 5 stelle di Palazzo Civico rinuncia a oltre 15mila euro di contributi per il funzionamento del gruppo. Altro che la messinscena di Bono. Su Facebook l'apprezzamento degli attivisti. Bertola: "Si può fare il consigliere senza spendere e spandere"

Restituiti al Comune di Torino il 90 per cento di soldi pubblici. Mentre a Roma i gruppi parlamentari si dilaniano sull’ipotesi di un sostegno o meno al Partito democratico in caso di rottura con il Pdl, nelle province dell’impero i rappresentanti grillini continuano nell’operazione di tagli alle spese della politica, anche se va detto che le dotazioni destinate ai gruppi di Palazzo Civico sono già risicate al minimo. Ad ogni modo, del 17.763 euro ottenuti nel 2012, il gruppo pentastellato formato da Vittorio Bertola e Chiara Appendino ne ha tenuti per sé solo 1.947,81, restituendone i restanti 15.815,19. Una cifra, anche proporzionalmente, ben più ingente di quella messa in palio dal numero uno del Movimento in Regione Piemonte, Davide Bono, che nel febbraio scorso, a quasi due anni dalla sua elezione, mise in palio la miseria di 10mila euro per progetti che poi finirono a parenti e amici (parte di quanto speso, si scoprì poi, serviva per acquistare maschere anti gas e caschetti nei mesi della guerriglia No Tav in Valsusa). Fu il flop di un "Restitution Day" che convinse pochi.

 

Intanto la notizia corre sul web e in particolare sui social network, dove viene allegata anche una tabelle con il dettaglio delle spese sostenute: l’affitto di alcune sale per riunioni politiche, cancelleria e poco altro. La voce più ingente sono i 230 euro spesi per l’affissione di manifesti e locandine. “E’ la dimostrazione che si può fare il consigliere senza spendere e spandere” esulta su Facebook Bertola, che incassa decine di post di sostegno dagli attivisti. Un colpo che ridà fiato a un movimento che se in Piemonte pare compatto – almeno nei suoi esponenti più di spicco – attorno alle prese di posizione di Beppe Grillo, nel resto d’Italia vede il leader messo fortemente in discussione da parlamentari e dirigenti locali. 

 

La tabella con il dettaglio delle spese

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