POLEMICHE

Salza strapazza Renzi:
“Smetta di fare il gradasso”

Il banchiere torinese annuncia il suo voto contrario al referendum costituzionale e bacchetta il premier: "È stato bravo nello scrollare l’albero, però non può insultare sempre tutti così". A rischio la credibilità internazionale del nostro Paese

Matteo Renzi è stato bravo a scrollare l’albero, ma non può continuare a insultare tutti, a fare il gradasso. Il suo è un atteggiamento che potrebbe avere ripercussioni negative soprattutto a livello internazionale. Di questo sono preoccupato” ammette Enrico Salza che esterna il suo atteggiamento dinanzi al referendum di ottobre senza infingimenti: “Voterò no”. L’ex presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, voce ancora assai ascoltata negli ambienti finanziari (ma anche politici) sgombra il campo dagli equivoci: “Confermo il giudizio sul presidente del Consiglio, l’ho detto e ribadisco che, appunto, ha saputo scrollare l’albero, scuotere un sistema, ma questo – è l’opinione espressa dall’ex banchiere a margine dell’inaugurazione del nuovo quartier generale di Prima Industrie – è altro rispetto alle riforme costituzionali e, ancor di più, rispetto all’atteggiamento che Renzi continua a tenere per sostenerle”.

Dura e articolata l’esternazione di Salza, ribadita in un colloquio con lo Spiffero. Certo non indolore per il centrosinistra dai cui esponenti di spicco torinesi e non solo l’ex banchiere non è certo stato mai lontano. Ma su Renzi è tranchant: “Ha ragione Ferruccio De Bortoli che, con coraggio, ha annunciato la sua contrarietà alla riforme. Condivido le critiche – ha proseguito Salza –. Perché se è vero che esiste un problema di snellimento dei processi legislativi e altri ancora ed è giusto porli, credo siano tuttavia profondamente sbagliati i sistemi proposti per correggerli ed eliminarli”.

Parla di “una riforma scritta male” che “non è certo il mezzo per andare verso una necessaria modernizzazione del sistema”, ma pur senza sminuire l’analisi del merito al potente uomo della finanza ciò che pare dare più fastidio, risultando insopportabile “e rischioso” è proprio l’approccio di Renzi al referendum, “averlo trasformato in un plebiscito sulla sua persona è un grave errore. Così come sbaglia a dire: se perdo me ne vado. No – obietta Salza – anche se perde deve rimanere, perché un uomo di governo ha responsabilità. In questo do ragione a Pier Luigi Bersani”. Ma sono i timori dell’impatto a livello internazionale dell’atteggiamento di Renzi  “e della Boschi” a impensierire l’ex banchiere e fargli dire che “non si può presentarsi all’Europa con atteggiamenti da gradasso”. Un residuo di speranza, Salza, lo nutre in quella che egli auspica come “una possibile modifica”, forse più per la legge elettorale, piuttosto che per i temi costituzionali ormai approvati e intoccabili prima di essere sottoposti al quesito referendario. “Spero di poter cambiare idea, ma al momento sono deciso a votare no”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    19:52 Martedì 24 Maggio 2016 dedocapellano Enrico Salza

    Bene Enrico!

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