REGIONE PIEMONTE

Malpancismo in commissione Sanità

Alla vigilia del rinnovo delle presidenze degli organismi di Palazzo Lascaris, tra i consiglieri di maggioranza serpeggia il malumore. Monaco (Rete civica) vuole una poltrona e gli alessandrini lamentano la scarsa rappresentanza

Il rischio è che i soliti mal di pancia si trasformino in ulcere. Superato lo scoglio del rinnovo dei vertici di Palazzo Lascaris, ora il centrosinistra in Regione Piemonte dovrà trovare una quadra sulle presidenze di commissione. Pressoché scontata la conferma di tutti gli attuali presidenti, ma intanto emergono vecchi e nuovi malumori, come accaduto nell’ultima riunione del gruppo Pd. A partire dal “civico” Alfredo Monaco che continua a ventilare la possibilità di una sua candidatura a capo della commissione Sanità in alternativa a quella del democratico Domenico Ravetti. Avvertimenti, segnali di irritazione di cui il numero uno dem Davide Gariglio dovrà tenere conto.

Monaco, da settimane manifesta insofferenza, lamentando una mancata valorizzazione della sua parte politica (ovvero di se stesso) e dopo aver chiesto una rappresentanza, come Rete civica, nell’ufficio di presidenza del Consiglio, ora fa sapere che potrebbe tentare la scalata alla commissione Sanità, oggi presieduta dall’alessandrino Domenico Ravetti. Una minaccia doppia se si pensa che un altro nervo scoperto della coalizione è proprio la rappresentanza della provincia di Alessandria, con nessun elemento in giunta e al piano nobile di via Alfieri. Tema su cui ha posto ancora una volta l’attenzione Valter Ottria. “La mia candidatura? Ritengo di avere le credenziali per svolgere quel ruolo – conferma Monaco allo Spiffero -. Chissà che la mia elezione non possa rappresentare un elemento ulteriore per un cambio di rotta, anche nei rapporti con l’assessorato”. A 24 ore dal voto sul rinnovo degli incarichi, però, Monaco ancora non ha sciolto la riserva sulla propria candidatura, “io – dice – vivo alla giornata” e chissà se intanto qualcuno non troverà gli argomenti per fargli cambiare idea.

Tra gli altri motivi di screzio, tutti interni al Pd, c’è poi l’intervento del pirotecnico Andrea Appiano contro quei presidenti che, a suo dire, sfrutterebbero il ruolo istituzionale per finalità politiche. Nel mirino dell'ex sindaco di Bruino sarebbero finiti i "compagni" di partito Nadia Conticelli – rea di gestire la commissione con protagonismo eccessivo, invece di limitarsi a dare la parola – e Daniele Valle, parecchio attivo a diffondere le proprie posizioni sui media. Un intervento, quello di Appiano, archiviato ancor prima della sua fine.

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