Gasparri “garante” della sfida subalpina

Il capogruppo azzurro al Senato presiederà il congresso provinciale del Pdl di Torino. Esultano i lealisti, mugugnano i dissidenti. E Bonsignore incassa il tradimento di tre "amici"

Tocca a Maurizio Gasparri presiedere i lavori del congresso provinciale del Pdl di Torino, in programma domenica prossima a partire dalle 10 al Lingotto. In un primo tempo, dal  quartier generale di via dell’Umiltà era stata prospettata la partecipazione di Angelino Alfano per rimarcare l’attenzione del partito alla “questione settentrionale” e arginare l’esondazione dell’(ex) alleato leghista. Ma il segretario ha preferito rinunciare, impegnato com’è sui molti fronti, a cominciare da casa sua, in Sicilia, dove il Pdl per lacerazioni interne rischia di scomparire. L'arrivo di Gasparri è salutato con soddisfazione dai vertici regionali, in particolare dagli ex aennini, meno entusiasti invece i dissidenti.

 

Sarà quindi il capogruppo azzurro al Senato a fungere da garante al dibattito e, soprattutto, alle operazioni di voto per l’elezione del nuovo gruppo dirigente. Com’è noto, si fronteggiano due liste: quella “lealista” alla diarchia Ghigo-Ghiglia, quella “alternativa” capeggiata da Vito Bonsignore in alleanza con la componente di Progett’Azione di Maria Teresa Armosino. L’esito è più che mai incerto. In queste ore prevale la disinformatjae, al di là, dei numeri, entrambi hanno il medesimo problema: quello di portare la “gente” a votare.  L’europarlamentare ha però dovuto ingoiare ieri l’ennesimo rospo: la presenza nella lista “avversaria” di ben tre candidati che lui considerava “suoi”: l’ex consigliere comunale di Chivasso Domenico Ciconte, il collega di Moncalieri Ugo Micheletti e il capogruppo Pdl a Venaria Pino Capogna.

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