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ECONOMIA DOMESTICA

Salvataggio Waste firmato Ambrosini

Omologato dal Tribunale di Milano il concordato preventivo della società leader nel settore ambientale del patron Colucci. Nel cda della controllante siede pure Vietti. L'avvocato torinese compie un mezzo miracolo: una sentenza che farà giurisprudenza

Semaforo verde al salvataggio della Waste Italia. Il Tribunale di Milano ha omologato, con una sentenza destinata a fare giurisprudenza, il concordato preventivo proposto dalla società che opera in Italia nel settore dei rifiuti e dei servizi ambientali – in Piemonte attraverso la controllata Sei Energia è presente a Settimo e Chivasso – gravata da debiti per oltre 200 milioni di euro. L’advisor legale della società, Stefano Ambrosini, affiancato dagli avvocati Giulia Battaglia e Marco Aiello, ha infatti ottenuto che fossero respinte dal tribunale due opposizioni “pesanti” come quella dell’Agenzia delle Entrate e di Bnp Paribas, secondo le quali il concordato doveva ritenersi non fattibile e comunque inammissibile. Data la rilevanza del caso, la causa era stata discussa a novembre davanti al Tribunale fallimentare in composizione plenaria. Ora l’attività della società del patron Pietro Colucci, personaggio assai noto negli ambienti della politica locale con i quali negli anni ha instaurato rapporti bipartisan, può dunque proseguire in esecuzione del piano concordatario. Sono quindi salvi la continuità aziendale e tutti i posti di lavoro.

L’omologazione è un passaggio obbligato ai fini dell’esecuzione del provvedimento di revoca dalla quotazione delle azioni della capogruppo sul Mta disposto da Borsa Italiana, dove il titolo è sospeso dalle negoziazioni dal 18 maggio 2018. Nel cda della controllonte Waste, ex Kinexia, è presente anche Michele Vietti, politico di lunga carriera ed ex vicepresidente del Csm, che ha assicurato, assumendo lui stesso la presidenza la transizione nel difficile momento iniziato con l’impugnazione da parte della Consob del bilancio 2015 sostituendo alla presidenza Colucci, costretto alle dimissioni. La durata del piano, per quanto attiene al pagamento dei creditori concorsuali, dovrebbe protrarsi fino al 31 dicembre 2022, data in cui è previsto il pagamento delle ultime tranche dei debiti tributari e contributivi.

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