Forza Italia
VERSO IL VOTO

Regione macro contro il sovranismo

Più Europa rispolvera il Limonte per rendere competitiva un'area sempre più interconnessa: da Genova a Torino, fino in Valle d'Aosta. Boni: "Non siamo contro l'autonomia ma diciamo no a logiche di chiusura"

Piuttosto che inseguire “slogan di autonomia astratta” o ideali di “sovranismo regionale” il Piemonte dovrebbe andare nella direzione opposta, quella che porta alla Macroregione del Nord-Ovest. È la lista Più Europa a rilanciare una suggestione che affonda le proprie radici nel millennio scorso quando ci fu chi, Mercedes Bresso per prima, parlò di Limonte, un’area geografica da trasformare in distretto politico in grado di tenere insieme Liguria e Piemonte, magari con l’annessione pure della Valle d’Aosta.

Un modo per rendere ancor più competitivo un territorio che grandi infrastrutture e logistica renderanno sempre più interconnesso. Dal Terzo Valico al retroporto di Genova: merci e persone approdano nel capoluogo ligure da dove ripartono verso il Piemonte e poi verso l’Europa continentale. “È un ragionamento che nasce contro logiche di chiusura” spiega il radicale Igor Boni, candidato per uno scranno a Strasburgo. Una discussione che nasce dalla polemica sulla “timidezza” con cui Sergio Chiamparino ha sostenuto la sfida dell’autonomia, avanzando la richiesta di trasferimento delle competenze solo per 8 delle 23 materie previste dal terzo comma dell’articolo 116 della nostra Costituzione.

“Quella dell’autonomia regionale è materia complessa, che prevede un lungo processo di preparazione, formazione, organizzazione – afferma la scrittrice Elena Loewenthal, capolista alle regionali sia a Torino che a Cuneo –. Invece di sbandierare lo slogan di un’autonomia astratta, il nostro obiettivo è quello di puntare a un regionalismo virtuoso, che non intende ottenere più potere e più soldi, bensì dare maggiore efficacia alle politiche della Regione”.

Al di là dell’aspetto amministrativo e organizzativo, secondo Più Europa ve ne è uno politico. “Per rafforzare l’integrazione, per ottenere il massimo in termini di risorse e opportunità in Europa, il principio guida è precisamente l’opposto di un regionalismo fine a se stesso. Invece di sovranismi regionali ci vogliono maggior coordinamento e l’impegno a raggiungere obiettivi comuni. Altro che staterello indipendente, come qualcuno vagheggia per il nostro Piemonte”.

print_icon