“Impegno comune contro il declino”

L'arcivescovo Nosiglia riceve in udienza gli esponenti laici del Pd firmatari della lettera aperta. “La crisi c’è, ma insieme possiamo evitare che divampi l’incendio”

GUIDA Mons. Cesare Nosiglia

«La crisi sferza l’economia e gli uomini e noi, tutti insieme, dobbiamo contenerne gli effetti affinché non diventi emergenza sociale». E’ il monito di monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, faccia a faccia per un’ora con amministratori e dirigenti del Pd torinese. C’erano i parlamentari Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi, il vice presidente del Consiglio regionale Roberto Placido, l’assessore al Lavoro della Provincia Carlo Chiama e tutti coloro che a fine agosto avevano firmato quella lettera di sostegno a Nosiglia, dopo le critiche espresse da Paola Bragantini. «Si guardi intorno» erano state le parole della segretaria torinese del partito, impegnata in una difesa d’ufficio del sindaco di Torino, che persevera nel negare il declino cui aveva fatto riferimento Nosiglia nell'omelia dell'Assunta.

 

Il declino c’è, sembra voler ribadire la massima autorità della Chiesa subalpina dopo le parole di Piero Fassino alla festicciola del Partito democratico («Siamo la città più dinamica d’Italia»). Il compito della politica e della comunità dei credenti è quello di collaborare per creare un argine alla decadenza, «per evitare che l’incendio divampi e diventi incontrollabile» è stato il messaggio recapitato alla delegazione. Un incontro «cordiale e stimolante» secondo le parole di chi vi ha partecipato, reso possibile grazie all’intermediazione di don Livio Demarie, responsabile comunicazione della Curia, mentre a gestire successivamente tutta l’operazione è stato don Mauro Grosso, brillante segretario del vescovo. Parole che hanno sgomberato un filo di delusione per la mancata presenza del presule alla kermesse di piazza d’Armi, a cui pure i firmatari della lettera l'avevano invitato. Forse per non scontentare quanti avevano bollato l'iniziativa come "strumentale", paventando il rischio che il vescovo fosse tirato per la talare in beghe di partito, Nosiglia ha preferito dare l’appuntamento il giorno dopo la conclusione nel suo ufficio di via Arcivescovado, evitando di alimentare ulteriori polemiche.

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