SALOTTI DELLA FINANZA

Piace poco la Compagnia di Sergio

A sei mesi dal suo insediamento su Chiamparino prevalgono giudizi negativi. Chi detta la linea in fondazione? Prossimo banco di prova le nomine in Intesa: giochi apertissimi. E intanto Benessia e Fornero tornano a interessarsi del San Paolo

BANCHIERE Sergio Chiamparino

A poco più di sei mesi dall’insediamento di Sergio Chiamparino al vertice, l’interrogativo comincia ormai a circolare con una certa insistenza in città e negli ambienti finanziari milanesi. Chi comanda davvero in Compagnia di San Paolo? È il presidente a dettare la linea o sono altri a ispirare e imporre le strategie? Il vero banco di prova sarà, naturalmente, il prossimo rinnovo dei vertici di Intesa San Paolo, dato che alla fondazione, principale azionista di Ca’ de Sass, spetta, per prassi consolidata, l’indicazione del presidente della banca e di alcuni componenti del consiglio di sorveglianza e di quello di gestione. Fin da dopo l’estate l’ex numero uno Angelo Benessia è stato visto più volte varcare il portone di corso Vittorio Emanuele e c’è chi è pronto a scommettere che fra lui e il suo successore vi siano stati altri incontri in privato.

 

Con Chiamparino si sarebbe fatta viva anche Elsa Fornero, destinata a fare presto ritorno a Torino non esattamente carica di gloria, dopo la disastrosa esperienza come ministro e un tasso di impopolarità alle stelle. Entrambi si stanno adoperando affinché alla presidenza dell’istituto venga confermato, al di là della sua prova da molti giudicata incolore, Andrea Beltratti, già assistente universitario dell’esponente del governo Monti e da questa imposto a Benessia quattro anni fa, nel momento di massima debolezza del suo mandato alla guida della Compagnia. Entrambi hanno interesse a ricavarsi un ruolo in questa partita: la Fornero, dopo l’esperienza non certo esaltante prima in Compagnia e poi in banca (assai poco amata anche da Giovanni Bazoli, di cui è stata vice) e il flop come ministro, è destinata a tornare a insegnare; Benessia, il cui standing di avvocato d’affari è un tantino appannato, sembra non si sia mai completamente rassegnato alla defenestrazione che Piero Fassino, Antonio Saitta e il mondo camerale (insolitamente concordi fra loro) gli hanno confezionato nella primavera scorsa.

 

E Chiamparino? Non proprio a suo agio nella nuova veste, con la grana della CDP da risolvere e Fassino che batte continuamente cassa, che idee ha sulla futura governance di Intesa Sanpaolo? In una recente intervista al Mondo, ha dichiarato la propria propensione alla riconferma degli attuali vertici. In realtà, non avrebbe potuto dire, in questa fase, nulla di diverso, anche per non creare fibrillazioni (si parla pur sempre di una società quotata in borsa). Non a caso, secondo alcuni attenti osservatori le chance di Gian Maria Gros-Pietro sono intatte, grazie anche al suo prestigio personale e a un diffuso consenso sul suo nome, che attraversa mondi finanziari e politici diversi. E poi, la decisione non spetta solo al presidente, ma al comitato di gestione della Compagnia nella sua collegialità. Non è quindi detto che Chiamparino e gli altri (a cominciare dal vicepresidente Luca Remmert) lascino che siano Fornero e Benessia a decidere il nuovo presidente della banca. Così come non è scontato che ad entrare nei prossimi consigli di Intesa siano, nonostante le quote rosa, le protegées dei vecchi e un po’ usurati politici della nostra città, vale a dire Patrizia Poliotto, compagna di Aldo Scarabosio e amica di Enzo Ghigo, e Caterina Bima, compagna torinese di Michele Vietti. Non c’è proprio nulla della solita Compagnia di giro?

print_icon