PRIMARIE PD

Gravi irregolarità, bufera su Bragantini

La segretaria provinciale, aspirante parlamentare, avrebbe violato il regolamento. Ha tappezzato Torino di manifesti e si è avvalsa della propaganda telefonica. E nella Circoscrizione di cui è presidente c’è un numero sproporzionato di seggi

Non si placano le polemiche su Paola Bragantini, segretaria del Pd di Torino e candidata alle “parlamentarie”. A rilanciare le accuse di “gravi irregolarità” commesse dalla numero uno del partito subalpino è Davide Fazzone, consigliere provinciale e sostenitore di Matteo Renzi, che in una lettera indirizzata ai vertici provinciali (e inoltrata alla Commissione nazionale) elenca le numerose violazioni del regolamento, a suo dire, compiute in questi giorni. Quattro sono i fatti contestati: l’accesso privilegiato all’Anagrafe degli iscritti e dei votanti alle ultime primarie, l’affissione di manifesti, il ricorso alla propaganda telefonica e il numero esagerato di seggi allestiti nella Circoscrizione di cui la Bragantini è presidente.

 

«Lo scorso 19 Dicembre – racconta Fazzone - ho trascorso oltre 5 ore  nella nostra sede provinciale ad esaminare uno per uno l’elenco degli oltre 8000 iscritti per capire se avevo eventualmente la forza di raccogliere le firme necessarie ad un’eventuale candidatura. A due giorni dalla scadenza per la presentazione delle firme mi sarei aspettato la coda da parte degli aspiranti candidati ad esaminare lo stesso elenco ed invece, con mio grande stupore, sono stato l’unico in tutta la giornata ed uno dei pochi in generale ad aver sentito l’esigenza di effettuare questa verifica». Da qui il dubbio «che alcuni disponessero di tale elenco ed altri evidentemente no, creando fin da subito una disparità inaccettabile nella corsa alle primarie». Inoltre l’articolo 3 al comma 3 prevede per i candidati l’impegno a non avvalersi di qualsiasi forma di pubblicità a pagamento:  pena la decadenza della candidatura. «Dispiace constatare come questa norma sia stata completamente disattesa proprio dalla segretaria, da cui ci si aspetterebbe invece un rispetto delle regole se non più rigoroso quantomeno pari a quello degli iscritti che rappresenta. Trovo infatti inaccettabile che in questi giorni gli spazi dell’affissione politico/ideologica della città di Torino siano tappezzati da tuoi manifesti elettorali. Sebbene tali spazi siano in effetti gratuiti, chi ha un minimo di esperienza di campagne elettorali sa bene che la stampa di circa 1500 manifesti e la conseguente affissione hanno un costo indicativo di oltre 2000 euro. L’affissione, peraltro, non può in nessun modo essere stata opera di semplici volontari. Coprire tutti gli spazi di Torino in una sola notte sarebbe stata opera complicata anche per la “gloriosa macchina da guerra”, a maggior ragione per l’attuale militanza dei compagni del nostro partito. Tralascio poi il fatto che i manifesti siano stati recapitati presso la sede provinciale con la stessa bolla di consegna del materiale stampato per la consultazione del 29, fatto quantomeno inopportuno, che a molti ha fatto sorgere più di un dubbio sulle modalità di finanziamento dei manifesti stessi».

 

Altrettanto anomala è la propaganda telefonica. «Un ulteriore fatto inaccettabile è stato l’avvalersi di un call center per la ricerca di consenso nei tuoi confronti, perché questo viola non solo il vincolo a non usufruire di pubblicità a pagamento, ma anche perché per effettuare le chiamate sono stati utilizzati dati di per sé di proprietà esclusiva del partito, ovvero riguardanti gli iscritti o gli elettori del 25 Novembre. Ciò è avvenuto già nella giornata di venerdì 21 Dicembre, mentre altri candidati erano ancora impegnati nella ricerca delle firme a loro sostegno».

 

Infine, la dislocazione dei seggi. «Il regolamento all’articolo 1 Comma 3 prevede che i seggi siano istituiti, di norma, presso le sedi del Pd. Era quindi ragionevole aspettarsi che in ogni Circoscrizione fosse istituito un solo seggio o al massimo un paio in più per una minima copertura del territorio. Così è stato, tranne che per la Circoscrizione 5, guarda caso da te presieduta, in cui sono previsti 8 (dicasi otto…) seggi! Facile pensare che questa scelta sia dettata dalla volontà di facilitare la raccolta di consenso di un candidato radicato in un determinato territorio».

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7 Commenti

  1. avatar-4
    17:30 Venerdì 28 Dicembre 2012 massimo la realtà

    purtroppo a Torino il Pd ha un ceto politico francamente imbarazzante e impresentabile. questo purtroppo è un fatto.

  2. avatar-4
    19:26 Giovedì 27 Dicembre 2012 marcobava l'arrivismo della Bragantini non mi stupisce ma mi induce a riflettere sulla sua inclinazione

    chi voterà alle primarie del PD se vuole un vero rinnovamento deve sapere che le giunte del Pd hanno nascosto i residui tossici degli ex siti industriali sotto università e case: polo giurisprudenza, polo design, ex vitali, ex lancia, ex Alenia e tanti altri che trovi sul mio sito www.marcobava.it.

  3. avatar-4
    15:05 Giovedì 27 Dicembre 2012 mammaitaliana Quelli che...partono favoriti

    A parte le irregolarità citate nell'articolo, in ogni realtà esistono gruppi di privilegiati che hanno accesso. Altrettanto privilegiato agli elenchi degli iscritti e di chi ha votato alle primarie. E' un dato di fatto. Anche nei centri della provincia. Partono favoriti... e poi vengono eletti.

  4. avatar-4
    10:51 Giovedì 27 Dicembre 2012 stefano di crescenzo Propaganda telefonica

    Ieri pomeriggio alle ore 14,25 ho ricevuto una telefonata da una ragazza straniera e numero privato che voleva intervistarmi sulla candidata Bragantini. Domanda chi paga questo lavoro e con quali soldi? Forse quelli di Stara suo compagno che ha già pagato altre candidature al comune di Torino per il quale è indagato????????

  5. avatar-4
    10:17 Giovedì 27 Dicembre 2012 Cinghiale Validità di leggi e regolamenti

    Bragantini chi? Per caso parliamo della compagna di vita del "FIORITO de noialtri" (bersaniano doc e titolare del monogruppo regionale PD "Insieme per BRESSO", noto alle cronache anche per l'acquisto di un tosaerba e sega circolare per la modica cifra di 4000 euro, sempre sordi de noialtri) che organizzava serate danzanti nella Circoscriz. II - S.Rita a base di costolette d'agnello per raccattare voti? Ma una volta la questione morale non era il cavallo di battaglia del PD? Ah già, per la vecchia nomenklatura post-comunista e per gli ex democristiani leggi e regolamenti valgono solo quando fa comodo...

  6. avatar-4
    20:33 Mercoledì 26 Dicembre 2012 silvioviale VOLERANNO GLI STRACCI FINO AL 29 ...

    ... poi tutto come prima. I regolamenti valgono per quel che c'è scritto e non per le interpretazioni. Intanto si accettano scommesse per la coppia "matrimoniale" Lo Russo/Bragantini e la coppia "di fatto" Lepri/Fregolent: chi terrá di più?

  7. avatar-4
    19:53 Mercoledì 26 Dicembre 2012 ibell65 I dissidenti

    I dissidenti (anche quelli pro domo loro). Una volta li deportavano, ora li ignorano.

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