ATTACCATI AL TRAM

Gtt si fa in quattro, per fare cassa

Il Comune di Torino spacchetta l'azienda per renderla più appetibile al mercato. Allo studio la cessione separata di immobili, parcheggi, fibra ottica e trasporto pubblico locale. Il vice sindaco Dealessandri illustrerà oggi il piano alla maggioranza

Gtt si fa in quattro, per essere venduta. Il dispositivo messo in piedi dall’esecutivo di Piero Fassino – e che verrà illustrato oggi in due riunioni distinte, con il gruppo del Pd e con la maggioranza - prevede uno spacchettamento dell’azienda trasporti pubblica per strappare il miglior prezzo sul mercato. Verranno costituite quattro società, da cedere separatamente: parcheggi, trasporto pubblico locale, immobili (capannoni, depositi, uffici, alloggi), e infrastrutture in fibra ottica. Il cosiddetto spezzatino che dai banchi della Sala Rossa più volte si era chiesto di evitare e che per questo potrebbe rendere particolarmente accidentato il percorso dell’approvazione. Il Comune di Torino si riserva di mantenere per sé solo un pacchetto minoritario di quote del tpl, mentre verranno messi interamente sul mercato i parcheggi, gli stabili e tutta la rete di fibra ottica.

 

La ratio che sottende il ragionamento dell’amministrazione è di non cadere nello stesso errore di Firenze. Anche nel capoluogo toscano, infatti, lo scorso anno è stata ceduta l’azienda che aveva in carico il tpl assieme a gran parte delle sue partecipazioni. Ma senza scinderne le funzioni. Ad aggiudicarsi la gara è stata un’Ati con dentro anche una società di Fs, che ha sborsato 18,9 milioni. “Il risultato? Chi ha acquisito l’azienda l’ha successivamente scorporata mettendo sul mercato quei rami di cui non intendeva occuparsi e l’affare non l’hanno fatto certo a Palazzo Vecchio” racconta chi ha lavorato al provvedimento. Von la vendita di quei ramo d'azienda, infatti, l'acquirente ha intascaata quasi la metà della cifra sborsata per rilevare l'intera azienda. ammortizzando nei fatti l'investimento.

 

Già lo scorso anno Palazzo di Città tentò di cedere il 49% di Gtt in quel corposo piano di dismissioni – inceneritore, rifiuti, aeroporto - che gli permise di rientrare nel patto di stabilità. La gara non andò a buon fine: venne giudicata quasi una provocazione quell’offerta avanzata da Trenitalia di 70 milioni, a fronte di una valutazione degli advisor del Comune che superava i 112 milioni. Fassino, che intanto aveva trovato i fondi necessari per rientrare nel patto, rispedì al mittente la proposta, giudicandola «interessante sul piano industriale e degli investimenti, ma opinabile sul piano economico». Il primo cittadino è rimasto, tuttavia, persuaso della necessità di proseguire con il piano di risanamento dei conti pubblici attraverso il progressivo ritiro dalle aziende partecipate. Per questo ha dato mandato al vice sindaco Tom Dealessandri di mettere in piedi un dispositivo in grado di cedere Gtt, cercando di far introitare più risorse possibili a Palazzo Civico.

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