VERSO IL CONGRESSO

“Caro Renzi, no a segretario part-time”

Lettera aperta dell'ex senatrice democratica Magda Negri al sindaco di Firenze. “Hai di fronte un lavoro immane, per cui serviranno tutte le tue energie”. La posta in gioco è altissima: “Se non cambierai il Pd, il Pd cambierà te. E a quel punto avrai fallito”

Risoluto a parole, ma poi nei fatti titubante. Soprattutto se in gioco c’è se stesso. Matteo Renzi è stato l’ultimo a formalizzare la propria candidatura alla segreteria del Pd e mentre si accinge ad assumere la guida del principale partito di centrosinistra, medita su come assicurarsi un paracadute.

 

Le voci si accavallano: sarà capolista alle prossime Europee e da Bruxelles attenderà il suo momento per scendere in campo alla guida del Paese. Per altri si presenterà per un secondo giro a sindaco di Firenze anche se non può escludere che il Governo cada in piena campagna elettorale: e a quel punto? A chiedere chiarezza ci pensa con una lettera aperta l’ex senatrice Magda Negri, componente della direzione nazionale e coordinatrice della segreteria piemontese del Pd, volto distinto della sinistra cittadina e nazionale che «seppur tra mille riserve» ha deciso di sostenere il primo cittadino del capoluogo toscano. Storicamente migliorista nel Pci, poi veltroniana e vicina a Enrico Morando, oggi ascoltato spin doctor de Rottamatore, ha un curriculum politico blasonato che non gli consente facili scorciatoie. Per questo chiede a colui che appare come scontato vincitore del congresso, un’assunzione di (piena) responsabilità: «Ma perché hai tante titubanze?» è l’incipit della sua missiva. «La verità – spiega la Negri – è che la segreteria del Pd non può essere considerata solo come una tappa intermedia e per certi versi obbligata. La sfida che ha di fronte è estremamente impegnativa» dice, prima di lanciare l’anatema: «Se non trasforma il Pd il Pd lo cambierà e lui avrà fallito».

 

Il partito, insomma, non può essere solo un trampolino di lancio verso Palazzo Chigi. E’ questa è solo una delle «mille riserve» con cui Magda Negri voterà il sindaco di Firenze. Sin dalle prime parole fa di tutto per mantenere le distanze (“Caro Renzi”, non “Caro Matteo”), dopotutto «sono obbligata a votarlo» le scappa, poi spiega «è l’unica candidatura di innovazione, di svolta». Ma c’è un “ma”, anzi ce ne sono tanti: «Cambiare il Pd per cambiare il Paese ci diciamo in molti – ma per cambiare il Pd non bastano quattro interviste e due comizi, non si può fare il segretario part-time. Serve un immenso lavoro pedagogico sui militanti, cambiare le forme organizzative, entrare in dialettica con i nostri gruppi parlamentari, salvaguardare il bipolarismo facendosi promotore di una nuova legge elettorale». Un’impresa titanica alla quale dovrà dedicarsi a tempo pieno, anima e corpo secondo l’ex senatrice.

 

Di seguito la lettera in versione integrale:

Caro Renzi,
ma perché hai tante titubanze, che sembrano paura ad assumere pienamente – se così vorranno gli elettori del Partito l’8 dicembre – la segreteria del PD? 
Perché la identifichi con una sgradevole funzione burocratica romano-centrica e non vuoi lasciare il nido bellissimo e confortevole del sindaco di Firenze? 
Cambiare il PD per cambiare il Paese, così diciamo in molti. Questo vuol dire dotarlo di una nuova cultura politica, di una certa piattaforma programmatica, farne  il luogo riconoscibile di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione: associazione di cittadini consapevoli, di iscritti veri, e insieme di elettori con quasi pari diritti. Occorre costruire una massa critica per il cambiamento, coinvolgere gli eletti ad ogni livello senza illudersi che il partito che aprirà il lungo ciclo riformista può essere solo il partito degli amministratori. 
Sarà d’obbligo, inoltre, costruire in Parlamento una maggioranza per abbattere il Porcellum e conquistare una nuova legge elettorale per la svolta e la messa in sicurezza del bipolarismo. C’è qualcuno fra di noi che può onestamente sostenere, poi, che la nuova legge elettorale può non prescindere dalle riforme costituzionali suggerite dalla commissione dei saggi, istituita dal Presidente della Repubblica? 
Potrei continuare. 
Hai di fronte a te un lavoro immane, da realizzarsi probabilmente in un arco breve, 15 – 18 mesi al massimo. Ci sono vari modi per costruire questo percorso. 
Potresti diventare il segretario del popolo riformista, che costruisce quotidianamente nelle piazze reali e mediatiche la rete del cambiamento. Quante sono le città italiane medio grandi? In ognuna c’è un teatro, mercati, piazze, luoghi di lavoro. Meglio un appassionato pellegrinaggio democratico che lo scudo istituzionale del Comune di Firenze. Tutti abbiamo forze limitate e bisogna scegliere. Tu, specialmente, lo devi, per l’ambizione della tua sfida.

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