BUONI PROPOSITI

Giovine restituisca i fondi pubblici

I Radicali chiedono che il leader dei Pensionati renda rimborsi elettorali, indennità di carica e risorse del gruppo. E lanciano una “Leopolda piemontese” per preparare il dopo-Cota. In Comune Viale propone il referendum sul road pricing

Un inizio d’anno col botto, quello dei Radicali piemontesi, che oggi hanno illustrato una serie di iniziative in vista della ripresa dell’attività politica. Tra queste la richiesta alla Corte dei Conti affinché imponga a Michele Giovine, leader della lista “Pensionati per Cota, condannato in via definitiva dalla Cassazione per falso elettorale, la restituzione dei rimborsi elettorali (53.208,3 euro annui), dei fondi assegnati al gruppo in Consiglio Regionale (263.758,04 euro per ogni anno) e dell’indennità di carica di cui ha goduto fino alla decadenza (123.890,4 all’anno). «Chiediamo che si apra un “fronte contabile” da parte della Corte dei Conti sul “Caso Giovine” dopo la parola fine della cassazione sul fronte penale e in vista di quella definitiva del Tar il prossimo 9 gennaio sul fronte amministrativo», ha spiegato Giulio Manfredi della direzione nazionale dei Radicali Italiani.

 

E sempre in tema Regione, il presidente dell’associazione Aglietta Igor Boni propone la convocazione di una “Leopolda piemontese” per dare contenuti alla piattaforma alternativa al governo guidato da Roberto Cota: «Dal primo momento abbiamo denunciato l’illegalità del voto regionale del 2010 – spiega l’esponente radicale -, mentre il Pd stava alla finestra. Oggi finalmente i dirigenti regionali sono con noi su questo, così come pare abbiano accolto la nostra richiesta di avere a Torino una grande manifestazione che metta insieme forze politiche, associazioni e cittadini contro la Giunta Cota con la presenza di Matteo Renzi: il “caso Piemonte” è un “caso nazionale”. Non basta dire “Cota a casa”, occorre prefigurare cosa fare nel dopo-Cota». Incominciando a prefigurare un cambio dei comportamenti nella gestione della cosa pubblica: «Noi iniziamo a chiedere che i partiti stiano fuori dalla designazione delle centinaia di nominati nelle partecipate e nella sanità. Per quest’ultimo settore vogliamo esternalizzare la scelta in base a competenze, capacità e curriculum e non in base all’appartenenza (i direttori sanitari scadranno il 31 gennaio). Il Pd ci sta o no? Per ora a sinistra non si è vista la soluzione di continuità necessaria».

 

Silvio Viale invoca le primarie di coalizione per individuare il candidato presidente della Regione, e nella sua veste di consigliere comunale di Torino sollecita esecutivo e Sala Rossa a una “svolta” di metà mandato: «Chiedo che entro gennaio il Consiglio voti la delibera sui referendum consultivi cittadini sul Road Pricing (per finanziare la seconda linea della metropolitana) e contro il consumo di suolo. Tutti si riempiono la bocca con la necessità di dare la parola ai cittadini e allora si accorpi al voto delle europee quello sui referendum. Non accetterò su questo ulteriori ritardi perché il consiglio si deve assumere la responsabilità della decisione; e ben vengano altri quesiti se ci sono proposte». Senza dimenticare i classici cavalli delle battaglie radicali: «Alla ripresa dei lavori presenterò una mozione sulla necessità in Italia di un’amnistia e un indulto e della conseguente riforma della giustizia secondo quanto i Radicali e Marco Pannella chiedono da anni e secondo quanto espresso dal Presidente Napolitano nel suo storico messaggio alle Camere».

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