LIAISON DANGEREUSE

Chiamparino “confessa” Leo

Incontro riservatissimo a casa dell’ex sindaco con l’esponente ciellino di Ncd. Alleanza in vista? Molto più probabilmente un patto di desistenza. Gli alfaniani correndo da soli indeboliscono il centrodestra. E poi nel futuro Consiglio si vedrà

ACCERCHIATO Ghigo, Leo e Crosetto con Chiamparino

Nessuna alleanza organica, piuttosto il tentativo di costruire un asse tra il nuovo centro popolare di matrice europea (leggi Ppe) e il centrosinistra. Il Piemonte potrebbe diventare il laboratorio di una inedita intesa tra Ncd e lo schieramento che propone Sergio Chiamparino alla presidenza della Regione.

 

Ed è proprio l’ex sindaco che questa mattina ha invitato “per un caffè” Giampiero Leo, dirigente di punta del partito alfaniano ma soprattutto esponente storico di Comunione e liberazione, un appuntamentp top secret per sondare il terreno in vista di un’ipotetica collaborazione. Difficile, come dicevamo, l’ingresso di Ncd nella coalizione, mentre pare praticabile una sorta di “desistenza” elettorale che partendo dalla corsa solitaria – magari assieme all’Udc e alla formazione di Mario Mauro (i Popolari per l’Italia) – miri a drenare consensi al centrodestra guidato da Forza Italia, per poi a urne chiuse ridefinire i rapporti. Una prospettiva agevolata dal meccanismo elettorale che, con la riduzione del numero dei futuri consiglieri, potrebbe consegnare una maggioranza risicata al vincitore e assegnare un ruolo strategico anche a piccole rappresentanze a Palazzo Lascaris.

 

Evasivi i resoconti dei due interessati. “Si è trattato di una ricognizione senza alcuna finalità politica”, affermano dall’entourage di Chiamparino, in un primo tempo colti di sorpresa dalla telefonata dello Spiffero. “Abbiamo fatto un ragionamento generale su cultura e associazionismo”, rivela Leo, il quale smentisce che si sia parlato di alleanze elettorali: “Chiamparino voleva sapere come funziona il sistema culturale in Piemonte”. In fondo, per Leo si tratterebbe del compimento di una parabola, questa volta speculare: da assessore uscente di una giunta regionale di centrosinistra (l'ultima guidata da Brizio) infatti fece nel 1995 campagna elettorale per l'opposizione dell'appena nata Forza Italia, nelle cui file si candidò e venne eletto. La storia si ripete, ma mai uguale.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    12:19 Domenica 23 Febbraio 2014 loscippatoredemozioni Finalmente una novità nel centrodestra: il giovane e fresco Leo

    Leo rappresentarebbe una scelta indubbiamente intelligente. Un giovane promettente che si sta affacciando alla politica con idee innovative! Finalmente un po' di novità nel centrodestra. Bravi, finalmente aria nuova nel senso della discontinuità con il passato. Con Leo finalmente si entra nella Terza Repubblica, senza dover per forza portarsi dietro le vecchie cariatidi della Prima ed i fenomeni della Seconda. Ed in questo clima di novità, è giusto che il giovane Leo si confronti con il fresco ed innovativo Chiamparino. Ancora una volta Torino e il Piemonte si dimostrano laboratori di sperimentazioni politiche...

  2. avatar-4
    18:35 Sabato 22 Febbraio 2014 dbergero ma quale orrore?

    Dove sta l'orrore nel cercare accordi nell'interesse del Piemonte e della cultura? E se fosse ora di smetterla con commenti distruttivi e qualunquisti, che hanno portato il nostro territorio a non credere più in niente, senza proporre alternative? E' ora di ridare centralità ai moderati.

  3. avatar-4
    17:18 Sabato 22 Febbraio 2014 messerlancillotto l'orrore... l'orrore...

    Mio Dio... Ci libereremo mai di questa gente? Pur di vincere, l'uno, e continuare a far nulla, l'altro, stanno per dar luogo al solito vecchio stucchevole inciucio ai danni di tutti noi...

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