CRISI AL CENTRO

Udc perde la testa… per Chiamparino

La componente legata al vice presidente del Csm Vietti si sfila dall’accordo con Ncd. Goffi rinuncia alla candidatura alle Europee e il segretario regionale Balagna dà le dimissioni (al suo posto arriva l'alessandrino Barosini)

All’indomani della formalizzazione dell’alleanza con il Nuovo Centrodestra che porta, in Piemonte, alla candidatura del viceministro Enrico Costa, un pezzo consistente dell’Udc fa i bagagli e abbandona il partito di Lorenzo Cesa e di Pier Ferdinando Casini, quest'ultimo lasciato un po' in disparte. Il primo ad abbandonare il campo, rassegnado le dimissioni da coordinatore regionale, è Marco Balagna, seguito a ruota dal segretario astigiano Dimitri Tasso. E’ la componente che fa riferimento al vice presidente del Csm Michele Vietti, vero dominus dello scudocrociato subalpino,e non è un caso che anche il suo delfino, il consigliere regionale uscente Alberto Goffi abbia comunicato in queste ore l’indisponibilità a correre per le Europee, come pareva in un primo tempo. Insomma, i colonnelli subalpini sono in fase di smobilitazione e dati in avvicinamento verso l’armata Chiampaleone del centrosinistra. Una mossa compiuta in coerenza con le trame che da mesi sta tessendo lo stesso Vietti ai tavoli della politica nazionale, attraverso un rapporto sempre più stretto con Matteo Renzi e gli ambienti democratici.

 

«Non riesco a vedere in quest’alleanza con l’Ncd una prospettiva politica, piuttosto il tentativo contingente di superare il quorum alle europee – spiega Balagna allo Spiffero -. Non comprendo la ratio di rientrare in un centrodestra ormai comatoso, dopo aver intrapreso un percorso fuori dai poli e che in Piemonte si era concretizzato in un’alleanza più o meno organica con il centrosinistra». Insomma, l’orizzonte, anche alle prossime regionali doveva essere l’alleanza con Chiamparino e Balagna lo dice chiaramente: «Mi sono battuto per arrivare a questa soluzione, anche perché in questi quattro anni ho avuto modo di constatare da amministratore la pessima gestione del centrodestra piemontese». E nel momento in cui quella prospettiva è sfumata si sono aperte le valigie dei viettiani.

 

Al posto di Balagna è stato individuato come reggente l’alessandrino Giovanni Barosini, affiancato dal cuneese Giuseppe Delfino, figlio dell'ex parlamentare e vecchio notabile democristiano della Granda Teresio, nonché marito della portavoce storica di Casini, Roberta De Marco.

5 Commenti

  1. avatar-4
    23:33 Lunedì 14 Aprile 2014 iodio68 a quante liste sono arrivati?

    non li votate, piu' liste ci sono e piu' litigano dopo la vittoria

  2. avatar-4
    23:23 Lunedì 14 Aprile 2014 barosini Partito Popolare

    E' questo il nostro obiettivo, la nostra meta, che sentiamo vicina.Iniziamo un percorso limpido, finalmente lineare. Non abbiamo alcuna paura delle iniziali e prevedibili difficoltà.Giovanni Barosini

  3. avatar-4
    20:42 Lunedì 14 Aprile 2014 l'osservatore la gioiosa macchina da guerra

    Si respira quell'aria di esito scontato che mi ricorda tanto il 1994, era scontato che avrebbe vinto Chiamparino... pardon Occhetto, ma poi andò cosi????Non vi è sostanziale differenza tra Vietti che abbandona l' UDC per appoggiare direttamente la Gioiosa Macchina da Guerra e il fatto che UDC/ NCD facciano desistenza con una propria lista , se per alcuni si tratta di una legittima anche se discutibile scelta personale, per NCD/UDC l' intento è lampante: quello di mantenere al governo degli ingombranti ministri, a tal scopo il gioco vale la candela , si porta a Renzi come cadò la regione Piemonte….

  4. avatar-4
    16:46 Lunedì 14 Aprile 2014 annalisa piccoli Traduzione letterale:

    Noi, Vietti e Goffi, non possiamo stare con il centrodestra che sarà perdente. Abbiamo necessità di spartire la torta e di far parte del governo locale, indi, stiamo con il Chiampa. Siam mica scemi!!!!!!!!!!!

  5. avatar-4
    16:04 Lunedì 14 Aprile 2014 silvio PRIMA REPUBBLICA ROTTAMATELI

    E' sconcertante che forse per l'interesse di una persona,che sta trattando, forse, la presidenza di una autorità pubblica,porti alla deriva un pensiero moderato che ostinatamente CASINI E CESA stanno cercando di salvare.In Piemonte a TORINO un gruppo di persone di fatto lo hanno annullato.

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