RETROSCENA

Pd e Partecipate, l’Anschluss di Fassino

Si muove su due piani paralleli la frenetica "attenzione" del sindaco di Torino per le vicende alessandrine: rafforzare la sua componente interna al partito e condurre le principali società pubbliche sotto il tetto di Iren. Ecco come e con chi

 

Prima la benedizione urbi et orbi, poi l’udienza privata. Alla fine l’endorsement di Piero Fassino per Walter Ottria, il candidato per il collegio alessandrino sponsorizzato da Rita Rossa e Paolo Filippi, stasera ci sarà. Pare ai tavoli di un caffè, proprio sotto Palazzo Rosso. Non un caso. Forse un segnale. Assai più forte di quell’invito a votare l’uomo su cui il presidente della Provincia e il sindaco del capoluogo hanno scelto per far convergere e pesare i loro voti, che Fassino ribadirà dopo aver chiuso come da indicazione romana la campagna elettorale con tutti e quattro i candidati in una piazza poco distante. Brinderanno augurando il successo a colui che vogliono a Palazzo Lascaris, ma soprattutto leveranno i calici a quello che la Rossa definisce “progetto politico” a cui lavora “sempre per l’unità del partito, mai per dividere” e che è poi lo sbarco di quella che era (e che resta) area dem sulla riva del Tanaro, in vista di una forte presenza fassiniana in terra mandrogna.

 

Uno sbarco che se sotto il profilo strettamente politico – quello dei numeri che si contano nel partito – è affidato al voto di domenica, ha già visto operare strategicamente avanguardie, nell’altro e non meno importante terreno dell’amministrazione, delle partecipate e di tutto quel mondo di cui la politica si occupa e vive. Se, come Lo Spiffero scrisse poco meno di un mese, fa l’ombra lunga del Lungo sembra stagliarsi sul terreno accidentato dove si muove il Pd alessandrino verso il voto del 25 maggio, ricordando come  voci sempre più insistenti dessero prossima ventura la costituzione di un rassemblement, interno al partito mandrogno, diretta emanazione e caposaldo in quest’area del Piemonte meridionale di quel pezzo dell’Area Dem che a livello piemontese, e non solo, ha in Fassino il suo riferimento. Ebbene oggi non solo la sua ombra, ma il Lungo in carne ed ossa arriva in città e benedice la sua componente. Preceduto, come si diceva, dalla preparazione di un terreno su cui potersi muovere con l’agevolezza dovuta.

 

E se questo comporta, per la giunta Rossa, perdere per l’ennesima volta un pezzo, tutto è messo in conto. Tra le avanguardie dello sbarco fassiniano sulla riva del Tanaro il nome più eclatante è quello di Stefano De Capitani (portato in Anci da Fassino dopo la sua estromissione dal Csi), approdato lo scorso febbraio alla presidenza della multiutility Gruppo Amag. Sul nodo delle partecipate, invece,  è inciampato il secondo assessore alle Finanze e Bilancio dell’amministrazione Rossa: Matteo Ferraris si è dimesso tornando al suo lavoro di funzionario in Confindustria.  Certo il suo, come ha sempre ribadito, era un mandato a termine assunto dopo l’abbandono dell’incarico da parte del suo predecessore Pietro Bianchi, ma è altrettanto vero che ad anticipare i tempi è stata la questione relativa agli assetti delle società pubbliche. Lo scrive chiaramente nella sua lettera di dimissioni: “Avevo la volontà di guidare il percorso di formazione del bilancio previsionale 2014 e una serie di attività straordinarie quali le gare. In realtà – aggiunge Ferraris - le recenti vicende inerenti la filiera dei rifiuti, così come l’attenzione posta sul completamento di alcune gare, mi hanno indotto seriamente riflettere, convincendomi che la visione generale, il quadro organizzativo, l’impostazione di tali atti è più coerente che venga impostata da parte di chi dovrà gestire tali processi che, per quanto già condiviso, non sarei stato comunque io”.

 

Dal canto suo Rita Rossa spiega di non ritenere “che si debba ricondurre questa sua decisione anticipata esclusivamente ad aspetti di valutazione critica relative al dibattito sulle partecipate” e ricorda di aver apprezzato anche i “no” del suo ormai ex assessore. Forse non l’ultimo, dei no, però. Nei corridoi di Palazzo Rosso si sussurra di scambi di opinioni a dir poco divergenti tra sindaco e assessore. Oggetto del contendere, come ammesso dallo stesso Ferraris: la questione della filiera dei rifiuti. Ovvero una vicenda non poco complicata e sulla cui soluzione Rossa ha trovato in disaccordo il suo assessore, ma chissà mai potrebbe trovare una solida sponda nel caro amico Piero. C’è l’Amiu, l’azienda – fallita – che si occupa della raccolta dei rifiuti, c’è l’Aral il consorzio per lo smaltimento dei rifiuti stessi che quanto a finanze non se la passa bene (anche per via di qualche operazione a dir poco maldestra) e poi c’è la Amag, quella presieduta da De Capitani.

 

Amiu come detto è fallita, Aral non è in condizioni di assorbirla e salvarla da sola e allora ecco spuntare la soluzione: Aral, pochi giorni fa , ha approvato l’accorpamento del servizio smaltimento e quello della raccolta rifiuti, svolto da Amiu. Ma non è tutto. Oltre all’approvazione dello studio di fattibilità del progetto di accorpamento tra Amiu e Aral (tutto da verificare), l’assemblea dei soci tra i quali il Comune di Alessandria conta per il 70%,  ha soprattutto imboccato la via per la creazione di una multiutility acqua, gas e filiera dei rifiuti.  Progetto che il giorno dopo è finito in un atto di indirizzo rivolto dalla giunta Rossa al Gruppo Amag, teso a unificare i tre servizi. Un’operazione finanziaria che impone pure una modifica all’oggetto sociale del gruppo presieduto da De Capitani. “L’assemblea dei soci di Amag - ha spiegato la stessa Rita Rossa - dovrà deliberare una modifica statutaria per arrivare alla creazione di singole società, ciascuna con un proprio bilancio, riassunti poi in un documento consolidato della multiutility”. Ma ormai la strada pare tracciata. Anche se non tutti sembrano d’accordo. Comuni soci di Amag, tra cui Acqui Terme e Valenza, non nascondono la loro contrarietà, anche per via dei rischi che temono di poter correre qualora l’assorbimento di Amiu e Aral comportasse una forte esposizione da parte del gruppo Amag. “Ad Amag continuerà a fare capo il servizio idrico integrato e gas. Nascerà invece una newco per il settore rifiuti. Ciascuna società con un proprio bilancio indipendente che confluirà nel consolidato del gruppo” ribatte Rossa.

 

Le rassicurazioni non sembrano aver convinto del tutto alcuni dei suoi colleghi. Certo è che la maggioranza in Amag ce l’ha Alessandria e quindi lo spazio di manovra per gli altri soci minoritari è davvero scarso. Ma il punto dell’intera vicenda, quello che potrebbe riportare tutto a quelle avanguardie per lo sbarco sulla riva del Tanaro, è un altro: il Gruppo Amag, già ora, ma assai più nell’ipotesi debba veder inglobate le due società della filiera dei rifiuti, potrebbe avere estremo bisogno di un partner forte. Quello che proprio in occasione dell’insediamento di Stefano De Capitani la Rossa descrisse così: “Il nuovo assetto istituzionale parte dall’assunto preliminare della ricerca di un’alleanza di medio termine con un altro gruppo aziendale di settore così da, in primo luogo, ampliare le quote di mercato e di fatturato del Gruppo Amag e creare un’offerta nell’ambito del gas in grado di reggere la concorrenza e di partecipare alle gare che interesseranno in futuro tutto il Paese”. Parole che erano suonate a dir poco in perfetta sintonia con quelle pronunciate poco tempo prima da Piero Fassino: “Per contrastare l’eccessiva polverizzazione delle aziende del settore delle multiutility dobbiamo continuare a lavorare per costruire un player di dimensioni adeguate. Lavorare per l’espansione di Iren è una scelta per noi strategica, ma lo è anche per gli altri azionisti e per il Paese. Serve un salto di qualità, che ci consenta di stare al passo con gli altri Paesi. Iren è un asset fondamentale per la nostra città e per il Paese abbiamo il dovere di promuoverne lo sviluppo e l’espansione”. Il cui primo obiettivo come ribadito dal presidente Francesco Profumo “deve essere il rafforzamento sui territori in cui opera, Piemonte e Liguria, e il consolidamento in Emilia, diventando un player multiregionale sulle tre Regioni”. Un progetto per il quale ad Alessandria è pronto tappeto rosso. E magari pure un brindisi beneaugurante. Insieme a quello per il candidato benedetto da Fassino e a quell’altro per il progetto politico che ha come riferimento ancora lui, l’amico Piero. Tout se tient. (s.r.)

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2 Commenti

  1. avatar-4
    14:52 Venerdì 23 Maggio 2014 infastidito CONTINUIAMO PURE con gli SPRECHI

    E meno male che RENZI predica al mondo che L'Italia limiterà gli Sprechi. In Piemonte funziona tutto al contrario. Si continua ad assegnare incarichi doppi a discutibili personaggi che già prima di approdare alla guida di partecipate come il CSI avevano fatto danni alla PA. Neanche questa volta sono bastati i danni fatti, tutti alla luce del sole, che immediatamente dopo viene premiato dal Sindaco di Torino e dallo stesso partito di chi predica l'efficientamento della macchina pubblica. Certo che se continuiamo di questo passo con incarichi a persone di comodo, non ci lamentiamo se i Grillini alle prossime elezioni, raccoglieranno consistenti consensi.

  2. avatar-4
    08:50 Venerdì 23 Maggio 2014 iansolo da capitani..

    ....non bastava quanto fatto in csi piemonte, vero? certo che questo mondo politico torinese è proprio particolare. più fai errori più ti premiano. mah...

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