PRIMI PROVVEDIMENTI

Chiamparino cerca un nuovo Vaciago

Il neo governatore sta valutando una riorganizzazione della macchina burocratica di piazza Castello che preveda la figura di un direttore generale come lo aveva a Palazzo Civico. In pole positione Bolatto, Bongiovanni Capo di gabinetto senza laurea

Non sarà una rivoluzione, né tantomeno un azzeramento – “che nella vita avviene solo con la morte” – ma di certo, tra i primi provvedimenti che Sergio Chiamparino intende assumere non appena assessori e Consiglio saranno nel pieno dei loro poteri, c’è la riorganizzazione della macchina burocratica. Non è solo una questione di nomi, quanto piuttosto di struttura. E di che andrà a capo della piramide che da piazza Castello governa fino l'ultima marca dell'impero.

 

Mentre procedono le gare per l’individuazione del nuovo direttore della Sanità e del settore Comunicazione, il neo governatore starebbe cercando una figura tipo quella di Cesare Vaciago a Palazzo Civico, insomma una sorta di city manager regionale, un primus inter pares, con compiti di coordinamento della macchina amministrativa, sulla scorta di quanto già accade in Lombardia. Un segretario o direttore generale in grado di rapportarsi direttamente con gli alti mandarini di piazza Castello e contemporaneamente si faccia carico dei dossier più delicati, a partire dalla gestione personale e società partecipate. In tal modo verrebbe declassata la figura di capo di gabinetto, ricondotta a una mansione di carattere prettamente politico, consentendone l’accesso anche ai non laureati , dal momento che non si tratterebbe di un incarico apicale della dirigenza regionale, ma un ruolo legato all’ufficio di presidenza. A nessuno sfugge che in una simile circostanza si spalancherebbero le porte per Carlo Bongiovanni, da sempre uomo ombra di Chiamparino, custode di segreti e relazioni del capo, ma ahilui privo di laurea, al momento relegato alla funzione di capo della segreteria.

 

Tra i nomi che ricorrono con insistenza per il vertice della Regione Piemonte c’è quello dell’attuale numero uno operativo della Camera di Commercio di Torino Guido Bolatto, già in predicato di entrare nella giunta chiampariniana e, prima ancora, di assumere lo stesso incarico a Palazzo Civico, dopo l’era Vaciago. Per portare a casa queste modifiche serve una norma ad hoc, che, da un lato potrebbe trovare qualche ostacolo nei boiardi regionali e all’interno dello stesso Palazzo Lascaris, dall’altra dovrebbe poter contare sul parere favorevole del segretario democratico e futuro capogruppo Davide Gariglio

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