GRANDE TORINO

Va in campagna la Città Metropolitana

Parte la corsa per il Consiglio del nuovo ente. È caccia al “grande elettore” della Sala Rossa. Nel listone, blindati i dem Carretta, Genisio, Avetta e l’alfaniana Amprino. Lega su Pianasso. Trame di partito e rivendicazioni territoriali. L’incognita degli apolidi

Calcoli di corrente e rivendicazioni territoriali, trame politiche e amicizie trasversali. C’è di tutto in queste surreali votazioni di secondo livello per l’elezione del Consiglio metropolitano che si terranno il 12 ottobre a Torino e nei dieci seggi dislocati nel resto della Provincia. A far saltare il banco della grosse koalition le due liste alternative presentate dal Movimento 5 stelle e da Fratelli d’Italia e Lega Nord, alleati in un’unica formazione civica di centrodestra. Diciotto gli scranni da assegnare, 40 i candidati. Temono la bocciatura quelli della grande ammucchiata Pd-Moderati-FI-Ncd: almeno tre di loro resteranno fuori, forse anche quattro. Molto dipende dall’affluenza e da tutti quei “cani sciolti”, o apolidi che dir si voglia, che ancora non sanno a chi dare la propria preferenza. Intanto a Milano, giusto per orientarsi un po’, hanno votato l’80,6% degli aventi diritto e ha vinto la coalizione formata da Pd e Sel con il 57,4%, davanti FI-Ncd col 24,1%, Lega, 9,8% e una civica con Radicali e socialisti che ha raggiunto l’8%.

 

La partita più importante si gioca in Sala Rossa dove, grazie al voto ponderato, ogni consigliere ha nelle sue mani un peso enorme (853 punti, rispetto ai 77  di un collega di Moncalieri o Collegno). Quattro i candidati del Pd – Michele Paolino, Mimmo Carretta, Domenica Genisio e Lucia Centillo – uno quello dei Moderati (Barbara Cervetti, blindatissima). Ad avere già un discreto vantaggio ci sono Carretta e Genisio. Il primo, oltre al proprio voto, può contare certamente su quelli dei colleghi Gianni Ventura, Andrea Araldi e pure del radicale Silvio Viale; forse anche su quello di Gioacchino Cuntrò, che però ha storicamente un solido legame con Centillo. Quest’ultima, al momento, ha come primo sostenitore Alessandro Altamura, ma potrebbero convergere anche Fosca Nomis e Laura Onofri: se così fosse potrebbe dormire sonni tranquilli. Si diceva di Genisio, legata all’area cattolica del Pd: con lei Guido Alunno e Marco Muzzarelli (i due consiglieri in stretti rapporti con il segretario regionale Davide Gariglio) oltre a quella rete di amministratori su cui può contare l’area degli ex popolari in tutta la provincia. Ma attenzione perché i pop-dem devono anche sostenere Alberto Avetta, attuale vice presidente e reggente della Provincia, che punta a un ruolo centrale al fianco di Piero Fassino. Con lui c’è un pezzo importante del Canavese, ma potrebbe servire qualche voto “pesante” dalla capoluogo e dall’hinterland (per ora di sicuro c’è quello di Giusi La Ganga).

 

Tra i quattro candidati torinesi, paradossalmente quello al momento più in difficoltà è il capogruppo Paolino, la cui candidatura è stata mal digerita da molti all’interno della formazione democrat in Sala Rossa. L’unico voto certo (oltre naturalmente al suo) dovrebbe essere quello della collega Marta Levi e poi c’è chi parla, eventualmente, di una manina pronta a intervenire anche da fuori Pd, magari tra gli alleati storici o da qualche non allineato. Si vedrà. Da Torino alla sua cintura, dove la sinistra punta su due candidati: l'ex sindaco di Borgaro Vincenzo Barrea, sostenuto dall’ex collega di Settimo Aldo Cogiat e da tutta l’area Nord della cintura torinese, e Antonella Griffa, assessore a La Loggia, che avrà certamente il voto pesante di un consigliere di Torino, ovvero Luca Cassiani, cui si dovrebbero aggiungere quelli dei consiglieri di Moncalieri e Nichelino, che l’hanno voluta a rappresentarli al posto della sindaca di Moncalieri Roberta Meo. La zona Ovest dovrebbe essere schierata sul primo cittadino di Grugliasco Roberto Montà, mentre a rischiare, tra i dem, sono il sindaco di Chieri Claudio Martano, quello di Ciriè Francesco Brizio e quello di Villar Dora, in Valsusa, Mauro Carena (a meno di un provvidenziale aiutino da parte di Sel in nome della comune battaglia No Tav). Più tranquillo il primo cittadino di Pinerolo Eugenio Buttiero, che al contrario dei Canavesani e soprattutto dei valsusini, non ha avversari in casa. Resta ovviamente da scoprire il voto di Fassino: c'è chi dice che potrebbe dare una mano a Brizio, chi parla di Avetta, altri sostengono ancora Carretta. E' probabile che non abbia ancora neanche deciso. 

 

Gli altri due della Val di Susa nel listone delle larghe intese sono l’ex sindaco di Chiomonte Renzo Pinard per Forza Italia e l’ex prima cittadina di Susa Gemma Amprino, per Ncd, che, salvo sorprese, dovrebbe prendere i voti di tutti gli amministratori alfaniani, a partire dai quattro consiglieri torinesi Paolo Greco Lucchina, Enzo Liardo, Silvio Magliano e il desaparecido Michele Coppola. Ma nel centrodestra c’è chi medita defezioni, soprattutto dopo l’entrata in campo della lista FdI-Lega, con il Carroccio che punta sul segretario del Canavese Cesare Pianasso, mentre i fratelli vicini al capogruppo in Regione Maurizio Marrone si schierano su Paolo Giardino, consigliere comunale a Villarbasse. Resta da definire il candidato dell’area legata all’ex parlamentare Agostino Ghiglia. Infine il M5s, che a differenza dei colleghi milanesi, è riuscito a raccogliere le firme e punta a ottenere due consiglieri: uno sarà quasi certamente Marco Marocco, il candidato della corrente di Davide Bono, per l’altro la corsa è aperta.           

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