BERLUSCONES

Forza Italia arruola portabandiera

Parte anche in Piemonte la stagione congressuale. Il Cav. detta le regole: un rappresentante in ogni comune, difensori del voto e missionari azzurri per quella che si annuncia la via crucis del centrodestra in tempi di renzismo imperante

Capiterà che il vessillo azzurro dovrà starsene sul suo piedistallo, almeno in qualcuno di quei comuni piemontesi dove gli abitanti stanno in due pagine dell’elenco telefonico, avanzando pure spazio. Immaginare di trovare quel “portabandiera” che Silvio Berlusconi ha chiesto ai coordinatori regionali e provinciali di individuare in ogni comune “anche quelli sotto i cinquemila abitanti” rasenta l’utopia. Figurarsi aggiungere i “difensori del voto” e “le missionarie e i missionari azzurri che sappiano conquistare nuovi sostenitori” in una regione che ha appena votato per la Regione e per una gran parte degli stessi Comuni. I presupposti per vedere una carenza di adrenalina congressuale, nel popolo berlusconiano piemontese, ci sono tutti. Non se lo nasconde il coordinatore regionale Gilberto Pichetto, destinatario della lettera firmata dall’ex cavaliere con l’esortazione “fate come me: non arrendetevi mai”, che per lunedì prossimo ha convocato a Torino tutti i coordinatori provinciali di Forza Italia per preparare quella campagna  congressuale che, vista lo stimolo elettorale, in terra allobroga pare un po’ fuori stagione.

 

«È innegabile che se i congressi avvenissero in vista di una consultazione elettorale, la tensione e l’attenzione sarebbero ben diverse e di ben altro peso» dice Pichetto, che sa bene come una novità del genere in un partito che mai prima d’ora aveva conosciuto congressi comunali e financo di paese, «ma nemmeno congressi veri e propri, non plebiscitari», rappresenti una sfida non da poco. «Soprattutto un passo in avanti importante, un aprirsi a discussioni anche schiette all’interno, ma necessarie per non finire in un Paese dal partito unico» aggiunge riferendosi al Pd. Lo stesso partito democratico al quale riserva una misurata dose di curaro: «Mi pare che chi ha inventato le primarie, ora le stia abbandonando».

 

Tornando ai fatti di casa, il coordinatore piemontese sa bene come l’esortazione di Berlusconi e le direttive impartite da Palazzo Grazioli – dimora bazzicata da egli stesso con una certa frequenza – debba fare i conti con un quadro non certo semplice: a incominciare proprio da quell’assenza di stimoli elettorali che saprebbero elettrizzare anche una riunione di condominio. Ma c’è un aspetto che precede la fase dei congressi e che trova in quella “quiete dopo al tempesta” elettorale un’altra probabile causa di un suo non sfavillante successo: il tesseramento. Gli ultimi dati indicherebbero in tutto il Piemonte un numero di iscritti a Forza Italia che non oltrepassa la quota duemila. «Un fatto che non stupisce, visto che nel nostro partito non c’è mai stata una forte tradizione al tesseramento. Forti entusiasmi, grande impegno – la spiega così Pichetto -  ma, eccetto gli addetti ai lavori, l’elettorato non ha mai vissuto il tesseramento nella maniera che ci aveva insegnato a conoscere la sinistra, che pure oggi mi pare abbia problemi di questo genere».

 

“Le adesioni si chiuderanno il 30 novembre” ha scritto Berlusconi nella lettera in cui ha ricordato ai coordinatori come l’impegno di tutti deve portare a che “i congressi non siano un semplice adempimento burocratico, ma diventino invece l’inizio di una nuova stagione di Forza Italia che operi con slancio nei servizi sociali, a sostegno di chi ha bisogno e delle vittime della giustizia in tutti i comuni”. Anche in quelli più piccoli per i quali il coordinatore regionale avrebbe già trovato la soluzione con congressi di zona riunendo insieme i paesi più piccoli. Quelli dove sarebbe difficile trovare il portabandiera. Non tutti, in verità. A Gifflenga, nel Biellese, centoventi abitanti, c’è da scommettere che Pichetto troverebbe senza difficoltà oltre all’alfiere pure un plotone di missionari. Alle ultime regionali, il paese dove l’ex omino coi baffi vive e anni fa iniziò da consigliere comunale la sua carriere politica, l’ex vicepresidente della Regione ha preso 55 voti contro i 5 di Sergio Chiamparino e lasciando a zero l’ex compagno di partito Enrico Costa. Lì, la bandiera di Forza Italia può stare sul pennone. E il congresso sarebbe una formalità.

 

Leggi qui la lettera di Berlusconi   

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2 Commenti

  1. avatar-4
    13:56 Martedì 21 Ottobre 2014 l'osservatore la memoria e Pichetto

    non si mistifica la realtà dei fatti,negli anni 2000, tessere di F.I. ne sono state sottoscritte e regolarmente pagate migliaia in ogni provincia, ora con quale spirito un cittadino può sottoscrive la tessera alla "F.I. dell' inciucio" , che fascino può avere un partito che si sta sempre più confondendo con la massa renziana dimenticandosi degli antichi impegni.

  2. avatar-4
    11:07 Martedì 21 Ottobre 2014 moschettiere AAA Attivisti cercasi

    Si rimpolpano le file con ricambi e nuova linfa. Non ci saranno difficoltà al reclutamento di nuove leve, il piazzista mi pare di capire che ha allargato l'accesso, ora anche (e soprattutto) i travestiti sono beneaccetti, e tutta la morchia di quella palude... Buon viaggio!

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