Fassino: grazie alla mia pensione il Comune risparmia

Il primo cittadino costretto a tagliarsi del 50 % l’indennità da sindaco. Bruscolini, ma per le esangui casse di Passoni sono comunque una buona notizia

Il sindaco fa risparmiare alle esangui casse di Palazzo Civico quasi 4.500 euro al mese. Infatti, usufruendo del vitalizio da parlamentare, Piero Fassino è costretto a decurtarsi lo stipendio da primo cittadino che si riduce del 50%: da 9.123 euro a 4.650 lordi. Come ricorda in una piccatissima lettera il suo portavoce, «il Regolamento della Camera dei Deputati stabilisce che gli ex parlamentari che assumono l’incarico di Sindaco non possono ricevere dal Comune un’indennità superiore al 40% dell’indennità parlamentare». Bene, è stata fatta chiarezza, com’è peraltro obbligato fare un rappresentante dei cittadini. Meglio sarebbe stato, ad esempio, se avesse annunciato la completa rinuncia all’emolumento da sindaco (come hanno fatto molti altri suoi colleghi). Ma tutto non si può avere e come dicono da queste parti tra pitost che niente a le mej pitost.

 

Nel rimproverarci di aver voluto forzare la mano (??) e, addirittura, di aver aggiunto «le insinuazioni e l’offesa» (dove?) per l’articolo in cui si riportano correttamente gli emolumenti che legittimamente spettano a Fassino dopo 17 anni di onorata carriera parlamentare, il soffietto del sindaco non aggiunge altro: non smentisce, insomma, il lauto vitalizio di oltre 8 mila euro mensili a cui si aggiungono altre voci, tra le quali le entrate della consorte, anch’ella parlamentare di lungo corso.

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