L’accordo tra Rossignolo e Regione: “Sei anni produzione, poi case”

Nel contratto stipulato due anni fa viene precisato che l’area ex Pininfarina è destinata a diventare residenziale. E il Comune ha già pronta la variante. Turigliatto promette battaglia

C’ERA UNA VOLTA

Neanche la Regione ha mai creduto davvero nei progetti di Rossignolo. A testimoniarlo è un accordo stipulato due anni orsono tra Regione, l’IAI di Gian Mario Rossignolo e i vertici aziendali della Pininfarina, allora proprietari dei capannoni.“Sei anni di produzione e di attività industriale, poi arriveranno le case e degli ex stabilimenti Pininfarina non resterà nulla” era quanto stipulato nel contratto.

 

Ciò che emerge dai documenti in nostro possesso è che da piazza Castello, di fatto, non c’è mai stata la ferma decisione di conservare un sito produttivo prestigioso, quale fu quello grugliaschese, tanto che la variante al piano regolatore varata dal Comune di Grugliasco prevede su quell’area, di circa 60 mila metri quadrati, la realizzazione di un complesso residenziale, con buona pace dei lavoratori. Di seguito riportiamo uno stralcio del contratto stipulato tra le parti nel quale emergono due fasi distinte di utilizzo delle aree in questione:

 

a)      La prima fase prevede l’immediata messa a disposizione alla IAI Spa (Rossignolo ndr) del sito industriale funzionante ed in buone condizioni d’uso e manutenzione. Tale contratto prevede la corresponsione di canone di locazione per un arco temporale massimo di 6 anni e la valorizzazione/implementazione della centrale di cogenerazione;

b)      La seconda fase prevede la predisposizione di una variante urbanistica sul sito che al termine del contratto di locazione individui un cambio di destinazione d’uso da industriale a residenziale.

L’ambito territoriale oggetto della trasformazione rappresenta il primo processo di collegamento tra i complessi residenziali esistenti e gli insediamenti industriali dismessi.

 

E’ chiaro: gli stabilimenti Pininfarina avrebbero avuto una vita massima non superiore a sei anni, poi la dismissione sarebbe stata automatica, come previsto dall’accordo. Il Comune di Grugliasco avrebbe già predisposto la variante al Piano regolatore, nel quale si ridisegna l'assetto urbanistico di un'area sempre meno vocata all'industria e proiettata a un uso residenziale. Per questo, probabilmente, gli attori pubblici (Regione e Comune) hanno adottato sempre una altrimenti inspiegabile indulgenza nei confronti di Rossignolo e dei suoi aleatori progetti. Qualcuno già sospetta che il manager della De Tomaso rappresentasse solo una parentesi per tenere calmi i lavoratori e dimostrare la buona volontà degli attori pubblici.

 

«Si tratta di un particolare che è sempre rimasto celato – denuncia l’ex consigliere regionale e sindaco di Grugliasco Mariano Turigliatto – Ora che tutto va a rotoli auspico una sospensione della variante da parte dell’amministrazione comunale, almeno per rispetto dei lavoratori che nel progetto Rossignolo hanno sempre creduto».

 

(5/continua)

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