La Reggia fa dietrofront e non paga le multe ai vip

Si è trattato di una "provocazione" del direttore Vanelli, in vena di scherzi. E le auto sanzionate non erano neppure di proprietà dei pezzi grossi ma di gente qualunque

BURLONE Alberto Vanelli

Contrordine compagni. Il direttore scherzava. La Reggia di Venaria non pagherà «ovviamente» alcuna multa per sosta vietata fatta dalla Polizia municipale agli ospiti che hanno partecipato al galà con il quale, venerdì scorso, è stata inaugurata la mostra sui 150 anni di moda italiana. Alberto Vanelli, noto burlone fina dai tempi in cui dirigeva la cellula del Pci all’Università di Torino, voleva solo canzonarci un po’. «Nessuno – spiegano i vertici in una nota - ha mai pensato di farlo con denaro pubblico:  l’affermazione del pagamento con una colletta di privati - aggiunge - è stata un’evidente provocazione del direttore, esasperato dalle decine di proteste dei multati, rivelatasi poi impercorribile». Insomma, siamo sati dei veri creduloni e ci siamo cascati.

 

Inoltre, si precisa che manco di pezzi grossi si trattava, ma di mezze calzette qualunque: «I multati non erano i cosiddetti vip, che sono giunti in Reggia con taxi o comunque accompagnati». Comunque per la Reggia «la mancanza di accessibilità e parcheggi adeguati rappresenta un grande danno a livello di servizi offerti ai visitatori. Ormai da quattro anni - afferma la Reggia - i nostri ospiti di attività, per altro fondamentali per il fabbisogno economico e la promozione della Reggia, sono esasperati da questa situazione, e - sottolinea - pressoché quotidianamente riceviamo proteste per il disagio». Pertanto, «l’unica soluzione del problema resta la realizzazione di quei parcheggi a ridosso dell'ingresso principale della Reggia che, dopo anni di discussione, è stata approvata finalmente con atti ufficiali in via definitiva dalla Conferenza dei servizi solo la scorsa settimana» nell'interesse «dei cittadini, dei visitatori, del Comune di Venaria e della Reggia stessa». Fino al prossimo scherzetto.

print_icon