Non sarà Fassino il sindaco d’Italia

Per la presidenza dell'Anci è testa a testa tra il primo cittadino di Reggio Emilia Delrio e quello di Bari Emiliano. Filura escluso anche per i giochi interni al Pd. Gli tocca occuparsi a tempo pieno della città

Piero Fassino dovrà rinunciare a guidare l’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani. Un incarico a cui il primo cittadino torinese teneva particolarmente per mantenere quella ribalta nazionale che lui teme di perdere da quando si è rinchiuso tra le quattro mura di Palazzo Civico e dimesso dalla carica di parlamentare. In questo senso potrebbero essere interpretati anche i tanti viaggi in giro per il Nord Italia, intrapresi all’indomani della sua elezione, nei quali incontrò i sindaci di Milano, Bologna, Genova. Non c’è stato nulla da fare. Dopotutto il capoluogo subalpino ha già capitanato i comuni italiani durante l’amministrazione di Sergio Chiamparino, si è sentito dire il primo cittadino torinese, e i suoi avversari – il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio e quello di Bari Michele Emiliano – paiono decisamente più graditi nei palazzi romani, dove pure Filura ha abitato a lungo.

 

Delrio, in particolare, godrebbe dell’appoggio di gran parte dei sindaci del Nord, compresi quelli del Pdl e della Lega, mentre il suo collega pugliese è fortemente sponsorizzato dai papaveri nazionali Massimo D’Alema e Beppe Fioroni, che starebbero pressando il segretario Pier Luigi Bersani affinché prenda anch’egli posizione in favore del sindaco di Bari. Lo stesso Fassino, una volta appurato che le proprie chances erano ormai ridotte al lumicino, pare abbia scelto il collega di Reggio Emilia. Che il 5 ottobre a Brindisi si riproponga la sfida a distanza contro D’Alema, dopo la sconfitta subita in occasione delle ultime primarie, quando lo sfidò appoggiando Dario Franceschini?

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