Radicali: nessun processo alla Fiat

Viale vuole evitare che la seduta di lunedì del Consiglio comunale di Torino diventi la sede di un redde rationem tra città e vertici aziendali. Marrone (Pdl): “Maggioranza senza una posizione”

Nel giorno in cui il neo ministro Elsa Fornero esterna “da torinese” grandi preoccupazioni per la chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese e la conseguente evoluzione del progetto Fabbrica Italia, il consigliere radicale Silvio Viale si pone al fianco del Lingotto in vista del Consiglio comunale aperto che si svolgerà lunedì prossimo. «Capisco che il duo Maurizio Marrone-Marco Grimaldi (Pdl/Sel) pensi al Consiglio Comunale di lunedì come ad una grande Woodstock contro la Fiat, ma se qualcuno crede che il modo migliore per affrontare i problemi di Torino sia quello di cacciare la sua principale azienda a pedate mi si permetta di dire che sbaglia. Non ha senso convocare la Fiat in Consiglio con l’intenzione di farle un processo».

 

Il Consiglio aperto è stato fortemente voluto proprio da Pdl e Sel. Con ogni probabilità non sarà presente l’amministratore delegato Sergio Marchionne, al suo posto per rappresentare l’azienda potrebbe esserci il responsabile delle relazioni esterne Paolo Rebaudengo. Conclude Viale: «Mi auguro che nei gruppi consigliari prevalga un senso di responsabilità, evitando di iscriversi in massa al partito della Fiom e delle pedate al sedere». E se in Sel anche la capogruppo a Palazzo Lascaris, Monica Cerutti chiede un'operazione verità su Fabbrica Italia, il consigliere del Pdl Marrone, ribadisce la propria posizione: «La disdetta dei contratti di lavoro in tutti gli stabilimenti auto di Fiat, Mirafiori compreso, trova l’amministrazione completamente e colpevolmente assente e priva di una posizione».

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