PALAZZO CIVICO

Guerra di numeri sui debiti di Torino

Per l'assessore Passoni continuano a diminuire e nel 2015 si attestano a 2,89 miliardi. Ma il candidato sindaco del centrodestra Morano contesta questi dati: "Siamo oltre i 4,6 miliardi". Approvato in giunta il previsionale 2016, ora la maratona in Sala Rossa

Si balla a Palazzo Civico per far quadrare i conti di un bilancio - il previsionale 2016 - che più tecnico non si può, e anche i numeri ballano a seconda delle versioni. In una giornata cruciale per il cerbero delle casse comunali Gianguido Passoni, il candidato a sindaco di Torino del centrodestra Alberto Morano, che ha presenziato ai lavori della Prima Commissione presieduta da Alessandro Altamura sul rendiconto 2015, contesta – almeno in parte – i toni entusiasti dell’amministrazione su un risanamento, a suo giudizio, tutt’altro che compiuto. La lente d’ingrandimento è puntata sul debito, “che nel 2016 scenderà di ulteriori 90 milioni attestandosi a 2,8 miliardi” dice Passoni. “Macché, l’anno appena concluso ha fatto registrare debiti per complessivi 4,4 miliardi” ribatte Morano, che di bilanci, nella vita professionale, qualcuno ne ha letto. Chi ha ragione? Una guerra di numeri giocata sui tasti della calcolatrice: basta elidere una voce, aggiungerne un’altra e persino la statistica diventano un’opinione. A leggere i documenti (pubblici) i debiti complessivi del Comune ammontano a 4,365 miliardi, di cui 2,7 miliardi per mutui e prestiti, 122 milioni per debiti di funzionamento (e qui arriviamo alla cifra indicata da Passoni). Poi ci sono altri 120 milioni per anticipazioni di cassa, 32 milioni per somme anticipate da terzi e poi una serie di debiti commerciali verso società controllate, collegate o consorzi vari che complessivamente raggiungono i 288 milioni. Infine ecco altri 779,6 milioni alla voce prestiti obbligazionari. Di che si tratta? Passoni nega che Palazzo di Città abbia nelle iscrizioni a passivo una simile voce: “Semmai gravano sulle casse comunali mutui assistiti per opere che godono di contributi statali ma che tecnicamente risultano essere debiti nostri” dice Passoni, cui se non altro va dato atto di aver stabilizzato le spese, come testimoniato dalla conferma della tripla “B” con outlook stabile assegnata dall’agenzia di rating Fitch alla Città. “Il problema è che, se si vanno a fare i conti il debito non è neanche calato in modo sensibile, poiché dal 2011 a oggi è passato da 4,4 miliardi a 4,3, cioè appena 100 milioni” conclude Morano.

Per quanto riguarda il bilancio del 2016 nessun volo pindarico. “Ci siamo limitati a confermare all’euro le risorse assegnate lo scorso anno a welfare, scuola e cultura, riducendo di 5 per cento gli altri capitoli” per recuperare 44 milioni tra minori entrate(5 sul vecchio trasferimento compensativo Imu/Tasi e 11 di Imu sui fabbricati industriali) e maggior spesa, almeno dal punto di vista contabile, per la necessità di incrementare il fondo crediti di dubbia esigibilità che secondo le nuove norme di contabilità statali dovrà passare da 28 a 56 milioni (+28 mln). Il conto economico pareggia 1,238 miliardi, aumentano gli investimenti (in parte co-finanziati) per 160 milioni di euro e, di questi, 55 milioni di euro (il 40 per cento in più rispetto al 2015) sono stanziati direttamente dalla Città e destinati a interventi per la sicurezza degli edifici comunali, la manutenzione delle strade e il prolungamento della linea 1 di Metropolitana. Dal recupero dell’evasione arrivano 23 milioni, in linea con lo scorso anno. Tra i risparmi quello per il personale, secondo un trend in discesa da 5 anni: i dipendenti scendono sotto quota 10mila a 9.950, con un risparmio di 10 milioni circa.

Ora la vera impresa sarà far approvare il bilancio a questo Consiglio comunale. Lunedì verrà iscritto alle varie commissioni. Non potrà approdare in Sala Rossa prima del 23 maggio a due settimane dalle elezioni. A quel punto al capogruppo democratico Michele Paolino spetterà l'arduo compito di incollare alla sedia le natiche dei colleghi di una maggioranza che nei fatti non esiste più e con l'incognita di un possibile ostruzionismo del centrodestra. Tra i consiglieri serpeggia il malcontento e lungo i corridoi di Palazzo Civico un interrogativo si fa largo con sempre maggior insistenza: "Ma quindi davvero Fassino pensa che mentre i suoi assessori battono la città a distribuire santini noi passeremo le ultime due settimane di campagna elettorale chiusi qui dentro ad approvare il bilancio?". 

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