SECONDO TEMPO

A Novara centrodestra unito
con desistenza grillina

In vista del ballottaggio, il candidato sindaco leghista incassa il sostegno di Forza Italia (ma non ancora quello di Andretta). Escluso l'apparentamento. M5s blandito dal partito di Salvini, pronto a restituire la cortesia a Torino

Se qualcuno pensa di mettere a frutto i voti raccolti, portandoli in dote al vincitore del primo turno elettorale di Novara per ricavarne qualche strapuntino a Palazzo Cabrino, si metta il cuore in pace: una delle prime cose che il leghista Alessandro Canelli ha fatto dopo il responso delle urne è stato cancellare dal vocabolario la parola apparentamento. “Non ci penso proprio e visto che la decisione spetta al candidato sindaco, escludo tassativamente queste ipotesi” dice l’uomo su cui Matteo Salvini e il suo proconsole in Piemonte, Riccardo Molinari, hanno puntato senza mai mollare la presa per riportare il Carroccio – alleato con Fratelli d’Italia – a governare la seconda città della regione, ma anche quella più vicina alla Lombardia. “Stringere accordi formali con liste che hanno rifiutato la coalizione quando noi eravamo disponibili sarebbe una scorrettezza nei confronti di chi ci ha votato”.

Chiude la porta a doppia mandata, Canelli. Ma lascia aperta una finestra, quella del dialogo da cui già ieri di è affacciata Forza Italia con il coordinatore regionale Gilberto Pichetto che ha ufficializzato l’invito agli elettori del suo partito a sostenere al ballottaggio il candidato di quel centrodestra che, proprio per le impuntature e i disegni del capataz locale Diego Sozzani, non era riuscito a presentarsi unito. Dichiarazione che Canelli ha accolto “molto favorevolmente”, ma che ad oggi non ha visto l’adesione esplicita del candidato appoggiato da Forza Italia, dopo una girandola di nomi che non avevano portato a nulla.

Daniele Andretta cui le urne hanno riservato un 14,05%  (7,18% portato da Forza Italia e 5,99% dalla lista Io Novara, creatura dello stesso Andretta) in un lungo messaggio affidato a facebook qualche segnale pare lanciarlo. Spiega che “i due contendenti al ballottaggio si sono presentati con l medesimo programma elettorale di sempre” mentre “noi riteniamo al contrario di avere un programma realmente innovativo, realizzato insieme ai novaresi, ricco di spunti importanti per la città” e aggiunge che “il nostro obiettivo è quello di renderlo concreto: pretendendo il rispetto e la dignità per il nostro lavoro e i nostri consensi”. Insomma, semmai dietro quel rispetto e dignità ci fosse l’ipotesi di un apparentamento, Canelli l’ha subito cancellata. Lui e Andretta non si sono, ad oggi, incontrati. Questo non significa escludere contatti. Gli sherpa dei due sono al lavoro, ma il confine segnato dal candidato leghista che con il suo 32,78% parte in netto vantaggio sull’uscente Andrea Ballarè (Pd) rimasto sulla soglia del 28,4%, è netto e soprattutto invalicabile.

Canelli concede la possibilità di “integrare eventualmente il nostro programma con parti di quelli di altri che possiamo condividere”, ma nulla di più. Basterà ad Andretta? Il quale deve anche scrollarsi di dosso quei rumors maligni che circolavano (magari ad arte)  descrivendolo  come una sorta di stampella nascosta per il sindaco uscente, oggi in evidente difficoltà dopo il responso dei seggi. Il candidato che aveva raccolto l’appoggio dei berluscones (neppure tutti, visto che una parte di azzurri in contrasto con la linea di Sozzani ha dato vita a una lista Forza Novara che ha conquistato un onorevole 4,5% ) ha sempre ribattuto a queste insinuazioni spiegando che la vera alternativa a Ballarè era lui, e non la Lega. Peccato (per lui) che la maggioranza degli elettori abbia dimostrato di pensarla in maniere diversa.

Se a spirare su Novara non è più solo il vento del Nord “ma anche e soprattutto il vento delle periferie, delle persone in difficoltà, di chi chiede più sicurezza e una città amministrata bene” come spiega Canelli, questo rischia di diventare una tempesta perfetta per il Pd tra due settimane. Le possibilità che Ballarè ha di azzerare il divario con Canelli e superarlo, sia pure di quel poco che basta, appaiono ad oggi ridotte al lumicino. Non lo aiuta di certo il risultato di Torino, mancando quell’effetto traino che un deciso successo (invece mancato) di Piero Fassino avrebbe potuto generare. A Novara pesa, inoltre, l’incognita del voto a Cinque Stelle. Il 16,9% ottenuto da Cristina Macarro è un patrimonio importante destinato a finire almeno in parte a favore di Canelli. Quando Salvini dice che tra il voto a Fassino e quello alla pentastellata Chiara Appendino non avrebbe dubbi sul dare il suo consenso alla grillina, lo dice pensando a Novara più che a Torino.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    17:11 Mercoledì 08 Giugno 2016 daniele galli Serio@ certo che si

    ma le segreterie politiche che fanno prendono solo ordini ? sarebbe come dire che il 6,62 % è patrimonio di un solo parlamentare.

  2. avatar-4
    09:35 Mercoledì 08 Giugno 2016 UnoSerio il problema del centrodestra novarese

    è un parlamentare. Se il centrodestra è andato diviso al primo turno e se non dovesse essere possibile trovare un accordo per il ballottaggio la responsabilità è sua. Ormai è il segreto di pulcinella: la sua presenza è ostativa all'unità del centrodestra.

  3. avatar-4
    08:30 Mercoledì 08 Giugno 2016 daniele galli FI la grande coerenza

    Torino / Novara ormai dalla disperata dirigenza di FI aspettiamoci di tutto

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