L'ALTRO MATTEO

Salvini sfida Chiamparino:
“Lo manderemo a casa”

Per il leader della Lega dopo Fassino tocca al governatore: "Va sempre peggio, conquisteremo la Regione". E attacca sull'immigrazione: "Razzismo verso i piemontesi". Non è pentito dell'endorsement alla Appendino, ma "è partita male"

Chiara Appendino parte male e Sergio Chiamparino va sempre peggio”. Boccia il nuovo e rinnova l’attacco al vecchio, Matteo Salvini. Ostenta sicurezza descrivendo una Lega “pronta per la riconquista della Regione Piemonte”, obiettivo verso il quale la lunga marcia è già incominciata con la vittoria di Novara dov’è sindaco un suo fedelissimo, Alessandro Canelli, e che avrà come tappe intermedie ma cruciali le Comunali del prossimo anno a Cuneo, Asti e Alessandria. E proprio dalla provincia madrogna, prima ad Ovada e un’ora più tardi a Fubine – paese natale di Luigi Longo, da qualche anno una sorta di pratino di una Pontida piemontese – il leader del Carroccio lancia le sue sfide: quella verso i grandi capoluoghi preludio al ribaltone in Piazza Castello, ma ancora prima nientemeno che al Colle.

“Da ottobre cominciamo a cambiare il Paese dicendo no al referendum. E quando lo vinceremo, sicuramente il presidente Mattarella non ci manderà al voto ma imporrà il quarto capo del Governo non eletto. E allora – avverte il leader del Carroccio, rivolgendosi ai militanti – anche voi dalle vostre valli riempirete treni e pullman. Andremo tutti a Roma, smontiamo il palazzo e glielo facciamo cadere sulla testa”. Secondo il Matteo che tocca le corde del popolo verde promettendo come primo atto “quando saremo al Governo” l’abolizione della legge Fornero, strappando l’ennesimo applauso, l’altro “cadrà presto”. A darla lunga “Renzi entro l’anno prossimo va a casa. Si sta schiantando. Ma attenzione – avverte – occorre essere seri per non sbagliare al momento giusto”.

Non lo dice, ma evoca il pastrocchio di Torino, un centrodestra diviso, un elettorato disorientato e conseguente vittoria grillina. “Stateci vicini, perché possiamo riuscire a cambiare il Paese. E per questo io continuo ad andare in mezzo alla gente, soprattutto dove non vanno gli altri partiti, a iniziare dal Pd. Se muoiono le valli muoiono anche le grandi città e progressivamente il Paese”. Evoca  le valli, parlando all’esterno di un ristorante lungo la strada che s’incunea in quella scavata dal torrente Stura, confine tra Piemonte e Liguria. Un cartello di sghimbescio indica “pesca alla trota”, il laghetto è però asciutto come a segnare il tempo passato dalla Lega di Umberto Bossi e del figlio, il Trota appunto.  Accanto, Salvini ha i suoi ex vice in via Bellerio, ora capi del partito nelle due regioni: Riccardo Molinari e Edoardo Rixi, il futuro di un ritorno alla guida del Piemonte e il presente, testimonianza di come un centrodestra unito in Liguria è riuscito a scalzare il centrosinistra con Giovanni Toti governatore e Rixi uno degli uomini di punta della sua giunta.

Il modello Lanterna è quello vincente, da applicare per spazzare via la triste esperienza sotto la Mole. Dove Salvini vede la nuova sindaca “che è partita già male. Se l’esordio è andare alla cerimonia della fine del Ramadan e prendere iniziative come quella sulla famiglia, beh non mi pare davvero una buona partenza”. Alla Appendino, il leader della Lega muove anche un deciso appunto sull’immigrazione: “Vedo già delle differenze tra lei e la Raggi” dice rimarcando in positivo le recenti esternazioni della sindaca di Roma sulla necessità di “individuare un percorso diverso che eviti l’emergenza e rispetti i diritti di tutti”. Premesso che “Piero Fassino andava mandato a casa” e quindi nessun pentimento per quell’endorsement (“se votassi a Torino voterei Appendino”), la necessità di ribadire che “l’alternativa al Pd siamo noi, non certo i Cinque Stelle” è un punto fermo per Salvini. Lo stesso reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia elettorale della pentastellata, viene liquidato come “ settecento euro per stare a casa a non fare una mazza”.

Parla alla pancia del suo popolo, Salvini, quando tocca il tema cruciale dell’immigrazione. Poco prima Molinari gli ha fornito l’assist ricordando come “la sindaca di Alessandria, Rita Rossa, del Pd dopo aver chiesto l’esercito per far fronte a episodi di criminalità, adesso scrive ad Alfano perché gli immigrati sono un problema e la gente non ne può più”. Coglie la palla al balzo e attacca: “Stiamo mantenendo un esercito di clandestini. Di quelli che arrivano solo sei su cento ottengono lo status di rifugiati, e gli altri?”. Ricorda i “576 monolocali dell’Expo a chi vanno? A pensionati in difficoltà? A genitori separati senza lavoro? Noooo. Vanno agli immigrati”. Applausi, autografi, selfie. “Chiamparino? Con la sua politica dei contributi ai Comuni che accolgono clandestini è un razzista”. Come? “Sì lui è un razzista nei confronti degli italiani, dei piemontesi”.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    16:27 Sabato 09 Luglio 2016 mata hari salvini salvaci

    purtroppo a Torino ce li sogniamo dei leghisti come quelli di Novara o Alessandria capaci di fare , ci vorrebbe un miracolo o un cambiamento , se si va avanti così a Torino la vittoria della sinistra o del movimento pentastellato sarà sempre scontata

  2. avatar-4
    12:41 Sabato 09 Luglio 2016 clandestino dopo

    i fasti della giunta cota ancora parla sto assenteista...

  3. avatar-4
    12:39 Sabato 09 Luglio 2016 Perdincibacco Certo che è partita male

    Parco della Salute: si fa come avrebbe fatto Fassino. Metro 2: si fa come avrebbe fatto Fassino. Ex-Westinghouse: si farà come avrebbe fatto Fassino (ma più lentamente). Diritti LGBT: si continua a fare come faceva Fassino. Nomine: tutte interne al sistema Torino (Leon, Sandretto...) Io sono ben contento, ma il povero Salvini lo capisco (e anche i poveri 5S che credevano di fare la rivoluzione).

  4. avatar-4
    11:16 Sabato 09 Luglio 2016 tandem Non si sforzi...

    Non si sforzi a mandarlo a casa, fa già tutto da solo con il valido aiuto di Saitta, de Santis e pa Parigi......

  5. avatar-4
    09:34 Sabato 09 Luglio 2016 dedocapellano Appendino

    E' partita male..... In che modo?

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