L’Imu mette in ginocchio le Atc

Grido d’allarme delle agenzie territoriali della casa. Con la nuova tassa di Monti verranno a mancare le risorse per la manutenzione e per costruire nuovi alloggi

CASE POPOLARI la sede Atc di Torino

Tempi duri per le case popolari. A un anno dal passaggio di consegne dal suo predecessore, il piddino Giorgio Ardito, il pinerolese Elvi Rossi (Pdl) rischia di assistere al tramonto dell’Atc di Torino.  Ad agitare le veglie e i sonni del presidente è l’Imu, ovvero l’imposta sugli immobili riportata in auge dal governo Monti. Una tassa così pesante da mettere a rischio la sopravvivenza della stessa agenzia territoriale per la casa. Il motivo è semplice: pur essendo un ente pubblico, secondo il governo l’Atc dovrà pagare il tributo per tutti gli immobili di sua proprietà.

 

Stessa situazione, anche se meno drammatica, a Cuneo, Asti e in tutte le altre province del Piemonte. Ma è per l’agenzia torinese, che conta oltre 30mila alloggi in gestione, che si preannuncia un vero e proprio salasso. Il conto, trica e branca, ammonta a 15 milioni di euro, un esborso così pesante costringere Rossi a rimandare l’approvazione del bilancio preventivo. Che faranno le case popolari, spesso vecchie e fatiscenti, senza soldi per la manutenzione? E come farà l’Atc a tirar fuori risorse per costruire nuove case? Soltanto sotto la Mole, ci sono 10 mila famiglie di torinesi in attesa di un tetto. Di pari passo con la crisi e con la perdita del lavoro, aumentano ogni giorno le richieste di una casa pubblica. E chi vive in una casa Atc oggi è sempre più povero, poverissimo. Con un reddito per la maggior parte pari a zero o al massimo a qualche centinaio di euro al mese. Così, mentre il mondo del volontariato cattolico è esentato dall’Imu per il suo ruolo di stampella del sociale, per le case popolari Rossi spera almeno in uno sconto.

 

Il grido dall'allarme è arrivato anche all’orecchio del presidente della Regione Roberto Cota, che ha dichiarato la sua disponibilità a dare manforte alle sette Atc piemontesi nelle loro iniziative per contrastare questo aspetto della manovra. Intanto, in vista di un incontro già in calendario col ministro Corrado Passera, le agenzie aspettano e sperano.

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