GLORIE NOSTRANE

Marrone mangia il panettone

La Corte d'Appello sospende l'esecutività della sentenza di decadenza fino al 20 dicembre. Intanto il consigliere resta al suo posto un altro mese. E Ravello scalpita

È decaduto. Per ora solo sulla carta (bollata). Mattone su mattone, giusto per riprendere un suo celebre slogan elettorale, Maurizio Marrone potrebbe riuscire a mangiare il panettone e, chissà, nelle maglie della magistratura italiana, pure la colomba. Proprio mentre stava facendo gli scatoloni per lasciare il suo ufficio di capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, l’enfant prodige della destra piemontese ha ottenuto la sospensiva della sentenza. Perché se una telefonata allunga la vita, una pec dalla Corte d’Appello di Torino se non altro può procastinare l'esecuzione (della sentenza). E così la stessa Corte che aveva decretato l'ineleggibilità del consigliere (che intanto sta sulla sua poltrona da due anni e mezzo) ora gli concede un altro mese. Anche la Giunta per le elezioni di Palazzo Lascaris, che questa mattina, prendendo atto della sentenza, aveva votato a favore della decadenza e della surroga con Roberto Ravello, primo escluso della lista di FdI, sarà costretta a tornare sui suoi passi e, come ha sempre fatto finora, si atterrà a questa nuova comunicazione giudiziaria. L’ineleggibilità era motivata dal fatto che Marrone non si sarebbe dimesso dal cda dell’Ires nei tempi previsti dalla legge per l’elezione.

Ma cos’è accaduto? A bloccare l’esecutività della sentenza è stata la decisione di Marrone di ricorrere in Cassazione. In virtù di questa scelta il consigliere ha formulato richiesta di sospensiva alla Corte d’Appello che sulla questione dovrà pronunciarsi il prossimo 20 dicembre, intanto lui resta al suo posto ancora un po'. E il tempo passa...