Aeroporti, Caselle ha fatto 13

Non è una bella notizia, lo scalo torinese è retrocesso al tredicesimo posto, superato da Bari. Il traffico cresce meno della media nazionale. Di questo passo verrà surclassato prossimamente persino da Cagliari

ABBASSA LE ALI il Pertini

Una bella botta. La notizia arriva come una doccia gelata a smorzare gli entusiasmi di quanti, Sagat in primis, hanno appena finito di parlare di “anno record” per l’aeroporto di Torino Caselle. Assaeroporti ha diffuso i dati di traffico aereo del 2011 e la sentenza è spietata: il Pertini cresce, ma molto al di sotto della media nazionale:  4,2% a fronte del 6,4%. Un risultato che fa scivolare lo scalo subalpino al tredicesimo posto tra gli hub nazionali, scavalcato per la prima volta da Bari. E solo per un soffio, anzi per una manciata di passeggeri (11.500) non è superato da Cagliari. Magra consolazione, giacché con gli attuali trend è più che verosimile che nel corso del 2012 l’aeroporto del capoluogo sardo surclassi Caselle.

 

Come rileva FlyTorino, la retrocessione di una posizione nella classifica degli aeroporti italiani rappresenta un fatto ancora più grave in considerazione del fatto che è avvenuta nell’anno in cui Caselle ha fatto segnare, con più di 3.700.000 passeggeri, il proprio record assoluto. «Il sorpasso di Bari è emblematico, frutto di un’oculata politica di sviluppo passata attraverso la base Ryanair, diversi voli di easyJet, Wizzair e Air Berlin, e persino un collegamento con Zurigo», spiegano dall’associazione presieduta da Valentino Magazzù. Nel 2001 Bari movimentava 1.200.000 passeggeri contro i 2.800.000 di Caselle: in dieci anni l’aeroporto del capoluogo pugliese è cresciuto di oltre il 300% mentre il Pertini ha fatto registrare un incremento di appena il 32%.


«Questo dato è lo specchio del lento declino dell’aeroporto torinese iniziato con la scellerata privatizzazione del 1999 che ha, di fatto, sacrificato le politiche di sviluppo traffico in favore della massimizzazione degli utili». FlyTorino continuerà a chiedere di cambiare questa strategia, forte delle 3500 firme depositate in Comune a sostegno della delibera di iniziativa popolare per la revisione dei patti parasociali Sagat (che inspiegabilmente è ancora sospesa in Consiglio Comunale). La quarta città d'Italia, terza per valori economici, non può sentirsi adeguatamente servita dal tredicesimo aeroporto nazionale.

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