Look amerikano per la Busiarda

Trasloco e nuova organizzazione del lavoro per la Stampa di Torino. Il redattore sarà un tuttofare: operatore tv per l’edizione online e impaginatore. E Mariopio gongola per i suoi videowall

Sarà tutta “amerikana” - con scenografie da sfondo televisivo e open space totale - la versione Elkann-Chrysler di via Lugaro della Stampa, figlia forse un po’ scapestrata dell’edizione Fiat-Agnelli del glorioso quotidiano di famiglia, sopravvissuto per oltre 40 anni in riva al Po, ma più che dimezzato nelle copie. Lo hanno inteso domenica scorsa redattori e Cdr convocati in un salone del Bit, in corso Unità d’Italia, dai vertici del giornale. Scopo del mega raduno illustrare i piani di direzione ed editore alla vigilia del trasferimento, previsto per fine giugno, da via Marenco al palazzo ex Sanpaolo oggi di proprietà di Beni Stabili (il cui azionista di riferimento è la francese Foncière des Régions)

Mario Calabresi, ormai più noto come Mariopio l’Amerikano come l’ha ribattezzato Dagospia, diventato “tuttotivù” dopo i clamorosi flop di “Hotel Patria” su Rai3 (un misero 5-6 per cento di share, ancor meno di Lerner) ha illustrato alcune delle novità in arrivo. Ma non è bastato neppure il buffet successivo a tranquillizzare quella parte di giornalisti – e non sono pochi - che non si considera solo un terminale di internet o una sigla per i network. E che vede un futuro professionalmente disastroso.

 

Così non ha entusiasmato per nulla sapere che si spenderà un milione di euro (pare 800 mila con lo sconto) per avere due “videowall” con tutti gli schermi televisivi che seguono le fasi di lavorazione del giornale e delle notizie: Mariopio l’Amerikano ne ha parlato con l’eccitazione del bambino che ha trovato finalmente il giocattolo che tanto desiderava. Meraviglia che ci invidieranno, ha detto, colossi come il Guardian o il Wall Street Journal. Nei collegamenti, ormai frequenti, con le reti televisive nazionali, parlare con lo sfondo del “vidiwall” sarà tutta un’altra cosa: i libri che compaiono dietro i vari De Bortoli, Feltri, Sechi, sono ormai anticaglia. E' come passare da giacca e cravatta alla felpa marchionnnesca. Volete mettere pontificare col vidiwall alle spalle?

 

Affiancato da Anna Masera, che si dice sia la musa ispiratrice del nuovo Stampastyle - tutto-internet e tutto-socialnetwork – Mariopio l’Amerikano non ha detto che uno dei motivi che hanno segato in due l’ex vicedirettore generale, Angelo Capetti, per anni pilastro della Stampa, silurato lo scorso autunno e deportato alle partecipate Itedi, è stato proprio lo scontro sul “videogiocattolo” e sul suo costo. Altino per un giornale che fornisce biro e trattopen col contagocce, che ha quasi eliminato, per risparmiare, i vecchi e storici taccuini tascabili, tanto cari ai cronisti, e che ha chiuso il 2011 con un buco di 700 mila euro.

 

Non sono mancate perplessità sulla sistemazione open space totale che vedrà scrivanie “aperte” da ogni parte, quindi prive di qualsiasi “privacy”, al punto da rendere necessarie cabine telefoniche per le telefonate personali che ciascuno potrebbe aver bisogno di fare. Sembra che nel cdr si incominci ad affacciare qualche perplessità. Ma solo nell’intimo. E qualche interrogativo esce anche dal decalogo, studiato dalla Masera, per “stare su facebook”, conseguenza di un pressante invito del Mariopio, convinto che i social network siano un serbatoio di notizie.

 

Altra innovazione: le telecamere. Il giornalista dovrà portare indietro, oltre alla notizia, anche le immagini da mettere sull'edizione on line. E così sarà contemporaneamente operatore tv e cronista, come uno dei tanti giornalisti delle emittenti locali che affollano le conferenze stampa. “Se poi i redattori usciranno con tutti questi compiti chi rimarrà a fare il giornale?”, avrebbe chiesto un redattore, uno con i piedi per terra, della redazione di Cuneo.

 

L'aria che tira è quella di un incremento programmato del precariato e dove i poligrafici spariranno del tutto nella confezione del giornale. Con il nuovo sistema editoriale (chiamato Methode) il redattore dovrà anche cercarsi la foto, sceglierla e impaginarla. E tutti faranno tutto. In prospettiva – scherzano amaramente in via Marenco - si potrebbe tornare agli strilloni: il redattore cerca la notizia, fa le riprese tv per l’edizione on line, scrive il pezzo, lo mette in pagina, ci allega la fotografia, fa il titolo. E poi va in via Roma o davanti ai cancelli Fiat a strillonare il giornale appena stampato (così si risparmia sugli extracomunitari che lo fanno ora). Dimenticavamo: mentre girano le rotative, con una scopa o un mocio si può approfittare dell’intervallo per pulire il pavimento della redazione. Tanto più che in via Lugaro ci saranno pavimenti nuovi, più facili da tenere puliti.

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