Cuneo, Garelli spacca il Pd

Partito dilaniato sul rapporto con il vincitore delle primarie. Valmaggia e Rostagno pronti a far saltare il banco, ma quadri e base li sconfessano. E il candidato ora tratta con i Moderati

I capataz con Alberto Valmaggia, la base con Gigi Garelli? Le semplificazioni sono vietate, così come quelle che vedrebbero gli ex Margherita pronti a un laboratorio neo centrista e gli eredi della Quercia impegnati a salvaguardare l’esito delle primarie. La realtà è che a Cuneo il Pd continua ad arrovellarsi sulla possibilità o meno di appoggiare il vincitore delle primarie, troppo estremista, troppo intransigente: insomma, troppo e basta  per una città tradizionalmente di estrazione moderata, dove la Balena Bianca ha sempre gestito indisturbata i propri affari.

 

Ieri, durante il direttivo del Pd, gli iscritti si sono confrontati sull’ultima bozza del programma partorita dalla squadra messa in campo da Garelli. Restano dei nodi irrisolti, dal progetto della tangenziale al piano regolatore. Finora il candidato “cattocomunista” si è mostrato decisamente intransigente sui punti cardine del suo programma, quelli per intenderci che gli hanno consentito di vincere le primarie. Contestualmente il Pd non potrebbe accettare una sconfessione totale dell’operato dell’attuale primo cittadino e inneggia alla continuità. C’è chi nel partito da tempo continua a spendersi per una ricomposizione, a partire dal segretario provinciale Emanuele Di Caro, che assieme a un altro membro della segreteria, l’assessore di Alba Massimo Scavino è impegnato in un difficile lavoro di mediazione. Tra chi proprio non ne vuole sapere di un accordo con Garelli c’è il sindaco Valmaggia, sindaco e leader della lista civica Cuneo Solidale, che secondo qualcuno starebbe lavorando alla candidatura del suo assessore Alessandro Spedale, cercando convergenze alternative al centrosinistra. Stesso dicasi per il suo predecessore, sconfitto nelle primarie, Elio Rostagno e per l’ex assessore regionale Mino Taricco. L’attuale vicesindaco, Giancarlo Boselli, ha già annunciato, addirittura, l’intenzione a non sostenere il suo ex competitor delle primarie. Idv, Sel e gran parte dell’associazionismo si sta convincendo, invece, che altre strade sarebbero difficilmente percorribili, mentre lo stesso candidato sindaco avrebbe in questi giorni intavolato una trattativa privata anche coi Moderati proprio per mettere il i democrats spalle al muro.

 

Concetto ribadito ieri da gran parte della base democratica: “i patti si rispettano e poi che figura ci faremmo” avrebbero sottolineato i più. Sul tema, il segretario regionale Gianfranco Morgando, tanto per non smentirsi, non ha preso una posizione ufficiale netta. In tutti, però, permane la consapevolezza che una sconfessione del risultato delle primarie rappresenterebbe un precedente pericolosissimo e il rischio di riverberazioni politiche che andrebbero ben al di là dei confini della Granda.

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