Sandretto sull’orlo del baratro

Nulla di buono per la storica azienda piemontese e i suoi 165 dipendenti. La società controllante brasiliana annuncia una drastica riduzione della produzione, anticamera della chiusura

Tira una brutta aria per la Sandretto. Le voci di una possibile cessazione della produzione hanno purtroppo trovato conferma venerdì scorso in un incontro all’Unione Industriale di Torino. Secondo quanto riferiscono i sindacati, Romi Italia, la società facente capo al gruppo brasiliano Romi Industries proprietaria della Sandretto, avrebbe presentato un piano di ristrutturazione che prevede una drastica riduzione della produzione di presse ad iniezione in Italia, mantenendo di fatto nel nostro Paese solo le attività di commercializzazione e manutenzione. Decisione motivata dall’azienda con la crisi internazionale e che interessa i 165 addetti che lavorano nei due stabilimenti piemontesi di Pont Canavese e Grugliasco. Il clima di grande incertezza  è ulteriormente testimoniato dalle recenti dimissioni dell’amministratore delegato che pare abbia pagato il costante calo del fatturato.

 

I vertici dell'azienda e sindacati hanno deciso di prendersi una pausa di riflessione prima di riprendere le trattative il prossimo venerdì 23 marzo.

 

Sandretto, storico costruttore piemontese di presse ad iniezione, era stato rilevato nel luglio del 2008 dal gruppo brasiliano Romi dopo alcuni anni di amministrazione straordinaria seguita ad una breve e includente esperienza sotto il controllo della statunitense Taylor’s HPM, che a sua volta aveva acquisito nel 2005 la società dal gruppo Cannon.

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