POLEMICA

“Appendino è una Boldrini grillina”  

Il leader della Lega Salvini a testa bassa contro la prima cittadina di Torino e la sua riforma per un linguaggio politically correct. "Pensa di risolvere i problemi dei cittadini cambiando il vocabolario" - VIDEO

“Con tutti i problemi che ha Torino questi pensano al vocabolario”. Matteo Salvini critica così la delibera approvata dalla giunta Appendino che introduce un linguaggio politically correct negli atti dell’amministrazione eliminando le possibili forme di discriminazione di genere. In un video pubblicato sulla sua pagina facebook, il leader della Lega Nord attacca a testa bassa la prima cittadina di Torino definendola una “Boldrini grillina”.

Il provvedimento, appena varato dalla giunta pentastellata, prevede che d’ora in poi ogni atto dell’amministrazione comunale tenga conto delle differenze di genere: “Il sindaco di Torino, Cinquestelle, ha emanato una direttiva che cambia alcuni nomi. Quindi bisogna parlare di sindaca, assessora, avvocata – prosegue Salvini che poi lancia l’affondo –. Ma io mi domando, con tutti i problemi che ha una metropoli come Torino, il sindaco di che cosa si preoccupa? Di emanare il nuovo vocabolario che viene utilizzato negli uffici pubblici torinesi. Signora Appendino o Appendina, ma veramente lei pensa che l’abbiano eletta per questo? Non per portare un po' di sicurezza, di legalità, di decoro, di pulizia, di ordine in quel di Torino? Sarà contenta la Boldrini che è una sua battaglia storica”. “Non penso – dice ancora Salvini – che le donne aspettino a tutela dei loro diritti la “a” alla fine del sostantivo o dell'aggettivo. Penso che gradirebbero essere tutelate, poter prendere i mezzi pubblici senza ansia, avere la possibilità di portare i figli a scuola senza perdere il lavoro, avere gli asili gratis, andare in pensione prima di 66 anni”. Insomma, dopo il sostegno garantito un anno e mezzo fa, prima del ballottaggio contro Piero Fassino, il numero uno del Carroccio sembra non apprezzare particolarmente le politiche dell'amministrazione pentastellata.

Arriva subito la replica della prima cittadina secondo la quale queste affermazioni dimostrano che “Torino e Pontida distano 182 km sulla cartina ma 1000 anni luce sui Diritti Civili”. Appendino difende il suo provvedimento che “se volete è un po’ scomodo ma serve per dare un segnale”. 

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