No Province? E Saitta sfratta lo Stato

Palazzo Cisterna si appresta a dismettere le sedi di Questura e Prefettura per fare cassa. E rimpinguare la holding del Conte Mascetti. Lunedì discussione in commissione Bilancio

In via Maria Vittoria l'hanno ribattezzato "Saitta Real Estate". Si tratta del piano straordinario di dismissioni di immobili di proprietà che la Provincia di Torino intende alienare da qui alla fine del mandato. I primi a essere messi sul mercato saranno il ponte Mosca e l'edificio di corso Giovanni Lanza, che, secondo le previsioni di Palazzo Cisterna, dovrebbero fruttare circa 50 milioni di euro. Successivamente, toccherà alle attuali sedi di Questura e Prefettura e alla caserma dei carabinieri Bergia, in piazza Carlina, grazie alle quali la Provincia dovrebbe riuscire a mettere in cassa 55 milioni. Insomma, verrebbe fuori un tesoretto di 105 milioni di euro da utilizzare per ridurre il debito pregresso e chiudere tutti i mutui. Fondi che verranno impiegati per completare tutte le opere ancora in cantiere e per la manutenzione di strade e scuole. Il presidente Antonio Saitta sogna un'uscita di scena in gloria, con i conti in ordine, a maggior ragione sapendo che dopo di lui, con ogni probabilità, non ci saranno eredi.

 

Dal punto di vista simbolico, in particolare, il presidente si è voluto togliere lo sfizio di “sfrattare” lo Stato. Una rivalsa per le iniziative intraprese da Roma nei confronti degli enti intermedi sui quali, in barba alle azioni di lobbing di questi ultimi mesi, pende la minaccia della scomparsa, almeno nella configurazione attuale. Certo gli immobili interessati dal piano di dismissioni sono vincolati nella loro destinazione d’uso, ma il fatto che la proprietà degli stabili possa passare da pubblica a privata è un segnale non di poco conto. Che ha iniziato ad agitare la politica nostrana. Nel centrodestra c’è già chi storce il naso e la polemica potrebbe deflagrare lunedì in commissione Bilancio, quando l’assessore Marco D’Acri illustrerà il pacchetto di provvedimenti appena varato. Sono in molti, anche nella maggioranza, a guardare con sospetto un'operazione che avrebbe come inconfessato obiettivo quello di finire nel caveau della finanziaria della Provincia, holding di tutte le partecipazioni dell’ente: vera e propria polizza di assicurazione per il futuro del conte Mascetti della Cisterna.

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