SOTTOVOTO

Il centrodestra non ha i numeri

I partiti attendono la proiezione su base regionale dello schema di ripartizione dei collegi. Probabile fifty fifty tra Lega e Forza Italia. Costa in carico ai berluscones per liberare il posto all’Udc. Pressing di Meloni (e Berlusconi) su Crosetto

Numeri che ballano. E che fanno ballare la rumba tra gli alleati del centrodestra. Sono quelli del riparto percentuale dei seggi stabilito a livello nazionale dai quali dipende la spartizione dei collegi che, calati a livello regionale, trovano annunciati ostacoli soprattutto dalla Lega. Facile immaginarsi le facce dei capataz lumbard che in Piemonte hanno sempre rivendicato un peso maggiore rispetto a Forza Italia quando si è parato davanti ai loro occhi quel 36% che la divisione dei pani e dei pesci riserva al Carroccio contro il 44 a Forza Italia, il 15 a Fratelli d’Italia e il 5 alla quarta gamba centrista. In base a questo schema i collegi uninominali sarebbero suddivisi rispettivamente in 11 a Forza Italia, 9 alle Lega, 4 a Fd’I e 1 ai centristi. Restringendo il campo a quelli ritenuti sicuri, sia pure con percentuali diverse, se ne ipotizzano 7 ai berluscones, 8 ai seguaci di Matteo Salvini e due al partito di Giorgia Meloni.

Ma sono conti fatti senza l’oste leghista. Il quale ha già fatto sapere di non essere disponibile ad accettare, in una delle regioni che ritiene sue roccaforti, un ruolo palesemente subalterno rispetto al partito del Cav, quando già mugugnava di fronte all’ipotesi paritaria. Che, alla fine, si prospetta come il punto di incontro.

Nelle prossime ore il coordinatore regionale azzurro Gilberto Pichetto e i suoi omologhi Riccardo Molinari per la Lega e Andrea Delmastro per Fd’I si siederanno attorno a un tavolo dal quale presumibilmente si alzeranno con percentuali diverse da quelle stabilite a Roma. Solo dopo questi passaggi, non certo agevoli, si potrà incominciare a ragionare di nomi e di caselle in cui inserirli. Ma ancor prima di arrivare a questo punto, proprio su qualche nome si intreccia la trattativa delle percentuali : quello dell’ex ministro Enrico Costa la Lega vuole finisca in quota Forza Italia, ipotesi che pare non trovare troppe resistenze dai vertici berlusconiani (regionali, ma anche nazionali) anche se questo significherà una possibilità in meno per qualcuno del lungo elenco di aspiranti parlamentari azzurri. Le garanzie data da Berlusconi al parlamentare di Mondovì sono comunque tali da non metterlo minimamente a rischio e quindi, in un modo o nell’altro, capaci di garantirgli un ritorno alla Camera (attraverso il collegio che comprende il suo storico feudo elettorale monregalese).

La presa in carico di Costa aprirebbe, però, la strada a un rincalzo della quarta gamba che i rumors individuano nel ordinatore regionale dell’Udc Gianni Barosini, il quale finirebbe per occupare una delle caselle dell’uninominale nell’area alessandrina, dove egli è assessore comunale del capoluogo e ha il suo bacino di voti.

Altro nome su cui è tutto un rincorrersi di voci, ma anche di pressioni affinché finisca tra i candidati è quello dell’ex sottosegretario Guido Crosetto. L’attuale numero uno dell’associazione delle industrie del comparto difesa appare restio a un suo ritorno in Parlamento anche se di fatto ha ripreso a fare politica (peraltro non avendo mai del tutto smesso) al fianco della sua sodale storica Meloni. Proprio lei sta tentandole tutte per convincere il gigante di Marene, compreso un incontro con Berlusconi che si sarebbe tenuto ieri sera e del cui esito forse si saprà presto. Crosetto ha già assicurato alla leader di Fratelli d’Italia tutto il suo impegno per la campagna elettorale, ma starebbe ancora opponendo una certa resistenza di fronte alle richieste di candidatura, pur avendo lasciato intendere di essere disponibile ad un eventuale ritorno a un ruolo di governo. Nel caso alla fine capitolasse, la candidatura dell’ex sottosegretario alla Difesa i collegi vincenti per Fd’I passerebbero da due a tre. Ma, come si diceva, per ora a ballare sono altri numeri: quelli delle percentuali, su cui la Lega cercherà di menare le danze.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    14:53 Venerdì 19 Gennaio 2018 Esposte Costa???

    Se FI riprende Costa .. un partito in costante perdita continuerà a perdere voti.. Perché? Perché siamo stanchi dei ripescaggi dei turisti di partiti.... Pichetto.. non ha ancora capito perché il suo partito stà perdendo voti? PS: chiedetevi perché la lega non lo vuole.. forse sono piu' perspicaci!

  2. avatar-4
    11:09 Venerdì 19 Gennaio 2018 Conty Non vale solo per il centro-destra

    Non vale solo per il centro-destra ma anche per il centro-sinistra: di fronte a questi balletti di collegi, candidati e quote, forse era meglio non mettere i collegi e far correre i partiti ognuno per conto suo, lasciando che fosse il voto vero a stabilire le percentuali di eletti.

  3. avatar-4
    11:04 Venerdì 19 Gennaio 2018 unverocittadinoqualsiasi da Roma ladrona a Roma amicona

    ma la Lega dopo essere stata riesumata dal cielodurismo e dai diamanti (un diamante é per sempre recitava lo slogan) quale credibilità hanno ancora? E vogliamo parlare dei forzisti che in Regione non sono stati capaci di tenere il governo per 5 anni? largo ai giovani dice l'ottantenne con gli occhiali da sudamericano, ma dove sono gli avete visti? A già sono a prendere la paghetta o sul Maserati del papi! e e e e

  4. avatar-4
    09:19 Venerdì 19 Gennaio 2018 Veritas2015 Una lega sempre più ridicola

    La prosopope della lega e spaventosa. Devono avere esagerato con il Barbera

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