Acquedotto, Cirio si beve Gancia

L’assessore pidiellino fa il pieno di nomine nel cda della società langarola lasciando la presidente all’asciutto. E salgono le tensioni tra gli alleati, con il Carroccio sempre più in difficoltà

E' davvero un periodaccio quello che sta attraversando da un paio di settimane il Carroccio piemontese. Qualche schiaffone alla Lega Nord anche nella Provincia Granda di Gianna Gancia. Li molla l'albese Alberto Cirio, assessore regionale al Turismo e vero boss dei berluscones langhetti. Nel nuovo consiglio di amministrazione dell'Acquedotto delle Langhe e delle Alpi Cuneese, la più importante infrastruttura pubblica della provincia di Cuneo, Cirio ha imposto, col piglio di "prendo tutto e state zitti", il presidente - Alessandro Barbero, riconfermato (sindaco di Bossolasco) -, il vicepresidente, Carlo Borsalino, anch'egli al secondo giro, editore del mensile patinato albese Idea,  e l'altro vice, Marco Almondo, new entry, leghista, ma sostenuto dal rampante assessore regionale con ben più di qualche mugugno nel Carroccio cuneese.

 

Gli altri due membri del cda sono l'ex presidente ed ex vicepresidente Roberto Boffa, già assistente della buonanima di Adolfo Sarti ai tempi della Balena bianca, e Luis Cabasés, giornalista, un ritorno sulla scena dopo essere stato per dieci anni sindaco di Serralunga d'Alba e vicepresidente della Comunità Collinare del Barolo, designato dalle opposizioni.

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