VINCITORI & VINTI

Nel Piemonte verde-azzurro la Lega doppia Forza Italia

Il Carroccio primo partito della coalizione. I berluscones mandano a Roma molti parlamentari ma perdono la leadership. Ora la partita delle regionali si complica. In tutte le province duello con i grillini. Enclave Pd a Torino

Adesso per Forza Italia sarà difficile alzare l’indice nel caso la Lega decida, come assai probabile, di rivendicare per sé il candidato alla presidenza della Regione. Se il sorpasso da parte del Carroccio, in Piemonte, era pressoché scontato, non così il fatto che gli uomini di Salvini arrivassero quasi a doppiare i berluscones come attesta quel circa 28% contro il 15% alla Camera. Dati ancora provvisori ma che ben delineano il rapporto di forza nel centrodestra che ha fatto l’en plain dei collegi uninominali in tutta la regione eccetto alcune enclave torinesi. E anche questo era previsto. Non lo era, almeno nelle dimensioni rivelate, la sconfitta del centrosinistra che pure in alcune zone ha comunque segnato una percentuale sia pure di solo qualche punto maggiore rispetto al dato nazionale. Ma la débâcle resta pesantissima. Anche in virtù del fatto che proprio negli uninominali dove la figura del candidato avrebbe dovuto fare la differenza, il Pd (con i suoi alleati) ha dovuto cedere il passo quasi sempre al M5s che certo non ha sfoderato nomi conosciuti, ma ha contato sull’onda lunga che pure in Piemonte si è accorciata parecchio nei confini regionali.

Il centrodestra si afferma in Piemonte, risultando sempre - quando lo scrutinio è quasi ultimato - la prima coalizione. All’uninominale della Camera nel Piemonte 2 la miglior performance con il 47% (alla Lega il 27% dei consensi, a Forza Italia 15,18%, FdI 4,6%); in questa circoscrizione M5s ha ottenuto il 23.54%, staccando di poco il centrosinistra al 23,4% (Pd 18%). Nella circoscrizione Piemonte 1 alla Camera centrodestra avanti con il 35,3% (Lega 19,1%, Forza Italia 12,4%), centrosinistra al 29,2% (Pd 23,18), il primo partito è M5s che sfiora il 27%. All’uninominale per il Senato - i dati anche in questo caso non sono ancora definitivi - al centrodestra è andato il 41,27%, a M5s il 25,78%, al centrosinistra il 25,5%. L’affluenza nella regione è stata del 75.16% (alle Politiche del 2013 fu del 77.26%), la percentuale più alta di votanti a Cuneo e provincia (76.9%), la più bassa nell'Astigiano, 72.6%; a orino e provincia affluenza del 75.5% (nel 2013 era stata 78.41%).

Quando era stato scrutinato circa un quarto delle sezioni la coalizione del centrodestra aveva già incassato alla Camera il 48,2% contro il 22% del centrosinistra e il 23,3% del M5s, lasciando Liberi e Uguali sul pericoloso e incerto ciglio del 3%. Guardando all’interno del rassemblement vincente oltre ai già citati dati relativi a Forza Italia e Lega, da segnalare il 4,6% di Fratelli d’Italia e il superamento della soglia dell’1% della quarta gamba centrista. Ma fanno l’1% anche Potere al Popolo e CasaPound, mentre in casa del centrosinistra la lista della Bonino supera il di qualche decimale il 3% lasciando al di sotto dell’1% sia Civica Popolare della Lorenzin sia Insieme.

In attesa della ripartizione nazionale del proporzionale la certezza di andare in Parlamento riguarda i vincitori delle contese nell’uninominale che a loro volta, spesso, libereranno dei posti nei listini: ad Alessandria stravince con oltre il 46% il segretario piemontese della Lega, Riccardo Molinari superando la grillina Silvia Gambino (25,5%) e la dem Marcella Graziano (21,5%), mentre ad Asti un altro leghista, Andrea Giaccone porta a casa oltre il 46% superando il candidato del M5s Fabio Desilvestri (25,6%) e la consigliera regionale dem Angela Motta (21,1%). Abbatte e supera il muro del 50% l’ex ministro Enrico Costa ad Alba lasciando al secondo posto sul 22,4% il pentastellato Federico Costamagna e al 20,4 l’assessore regionale ai Trasporti Francesco Balocco. Con oltre il 48% vince a Vercelli il leghista Paolo Tiramani anche in questo caso con secondo il M5s con Paolo Maria Mosca (23,9%) e il viceministro uscente Luigi Bobba (Pd) al 21,3%. Va alla Camera vincendo il collegio di Biella il fratello d’Italia Andrea Delmastro lasciandosi dietro praticamente alla pari attorno al 22% il grillino Alberto Citellè e la deputata dem uscente Nicoletta Favero. Una provincia in cui il Pd è avanti al M5s ma pur sempre perdente rispetto al centrodestra è Novara dove vince il sindaco di Arona Alberto Gusmeroli seguito dalla sottosegretaria dell’attuale Governo Franca Biondelli e quindi dal grillino Davide Crippa. Vicina al 50% Mirella Cristina (Lega) nel Vco seguita da Simona Pedroli (M5s) e Vittoria Albertini (Pd).

E se nella spartizione dei collegi la Lega aveva portato a casa quasi tutti quelli della Camera, tocca a Forza Italia inviare la maggior parte della pattuglia senatoriale uscita dall’uninominale in Piemonte: vanno a Roma per Alessandria l’attuale consigliere regionale Massimo Berruti, il suo capogruppo a Palazzo Lascaris Gilberto Pichetto, il cuneese Marco Perosino (legatissimo all’europarlamentare Alberto Cirio), da Novara il FdI Gaetano Nastri.

Posti bilanciati, insomma, quelli dei collegi uninominali e questo lo si sapeva e faceva parte del patto tra alleati. Quel che fa la differenza è il sorpasso su scala nazionale della Lega sul partito di Silvio Berlusconi. Che in Piemonte ha assunto proporzioni assai più imponenti e che prospettano un cambio di rotta forzato per gli azzurri verso la successione a Sergio Chiamparino. Con questi numeri e appena un anno di distanza la vittoria per il centrodestra è pressoché annunciata. Un’occasione troppo ghiotta, anche come riscatto sul passato, per rinunciarvi da parte di Matteo Salvini. Per il Pd, invece, è l’ora, come si dice in questi casi, di una profonda riflessione. Che, se arriverà, sarà comunque tardiva.

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