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ANTISFASCISMO

Lotta di classe contro il Governo, Salvini e Di Maio finiscono al rogo

Gli studenti tornano in piazza. Protestano contro il "finto cambiamento" promesso dai gialloverdi che ha cancellato la scuola dai propri programmi e con la manovra economica ipoteca il loro futuro. Bruciati i manichini dei due vicepremier

Foto da facebook

Manichini raffiguranti i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono stati bruciati davanti alla sede della Prefettura, dagli studenti che manifestano a Torino scandendo slogan contro il governo. Sui lampioni di piazza Castello, dove sono arrivati in corteo, sono state attaccate le foto dei leader di Lega e Movimento 5 Stelle col volto imbrattato di vernice rossa. La zona della protesta è presidiata da polizia e carabinieri, che hanno individuato gli autori del gesto, i quali saranno denunciati (si tratta di due studentesse di 17 e 18 anni del centro sociale Askatasuna).

Sono centinaia i giovani scesi in strada per alzare la voce “contro razzismo, finto governo del cambiamento e disuguaglianze”. Il corteo, promosso dagli studenti Indipendenti, è partito da piazza Arbarello per raggiungere piazza Castello. Davanti al Miur, in corso Vittorio, i ragazzi hanno bruciato una telecamera di cartone posta sopra dei mattoni. “I mattoni sono quelli che rischiano di caderci in testa tutti i giorni - spiegano - Le telecamere sono quelle che vogliono mettere in ogni scuola per controllarci”. “Dalle scuole all’università costruiamo una società multiculturale che educhi alle diversità a partire dai luoghi del sapere”, scrivono su facebook gli organizzatori della manifestazione. Tanti i cartelli contro il governo: “Lega Salvini e lascialo legato”, “Una scuola sicura è antirazzista è antifascista”.

A scendere in piazza sono i Millennial, che individuano nelle due forze di governo i responsabili di una ipoteca sul proprio futuro. Due partiti che pure sono stati premiati dal voto dei “debuttanti”, se si pensa che il M5s ha ottenuto il 43% del consenso tra i diciottenni e la Lega il 19%, ma che oggi proprio da quei ragazzi vengono aspramente contestati. Gli studenti sentono il peso di una manovra finanziaria che tende a scaricare sulle loro spalle tutte le promesse elettorali dell’attuale maggioranza. E anche sui temi che sono al centro della contestazione odierna – immigrazione e rapporto con l’Europa, per dei ragazzi che fanno parte a pieno titolo della generazione Erasmus – questa manifestazione rappresenta una fiera opposizione contro la propaganda sovranista. A differenza dei cortei che hanno caratterizzato il governo Renzi – quelli contro la Buona Scuola – le manifestazioni odierne, che si stanno celebrando in tutta Italia, non sono affatto di carattere corporativo, ma più squisitamente politico.

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