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SANITÀ

Manager Asl in fuga dal Piemonte

I dg delle aziende sanitarie di Biella e Asti, Bonelli e Alparone, fanno le valigie e approdano in Lombardia. Un film già visto e che ha avuto come protagonisti anche i due super direttori dell'assessorato, Moirano e Botti, e il segretario generale Petrelli

Ci risiamo. Ancora una volta, anzi due in un colpo, la sanità piemontese comodo e assai ben remunerato parcheggio per manager con la valigia in mano, diventa rampa di lancio verso altri lidi, quasi sempre lombardi. Direttori generali che quando arrivano annunciano programmi e strategia come se per loro non ci fosse un domani al di fuori della regione e poi, appena arriva l’occasione, passano il confine. Nulla di illecito né di (troppo) riprovevole, ma certo non edificante, tantomeno rassicurante.

Le ultime due partenze avvengono da Biella e da Asti. Gianni Bonelli, al vertice dell'Asl biellese dal primo gennaio, dirigerà l’azienda sanitaria Settelaghi. Cinquant’anni, un lungo curriculum con diversi incarichi non solo di tipo sanitario, laurea alla Bocconi in Economia Aziendale, Bonelli ha trascorso in Piemonte il suo percorso dirigenziale in sanità, passando da Alessandria, Asti, Cuneo, Torino e la stessa Biella. Adesso il governatore della Lombardia Attilio Fontana gli ha affidato un’azienda ritenuta molto complessa anche per il suo vasto bacino d’utenza.

L’altro manager a fare le valigie è l’attuale numero uno dell’Asl di Asti, Mario Alparone. Manager dalla carriera divisa a metà: fino al 2014 è stato un manager di alto profilo del mondo bancario ed assicurativo, con ruoli dirigenziali in Monte dei Paschi di Siena, alla Deloitte Consulting e prima ancora in Credito Italiano, PriceWaterhouseCoopers Consulting, Banca Steinhauslin & C.

Laureato in Economia alla Bocconi di Milano, Alparone è approdato al mondo della sanità nell’ottobre del 2014 con la direzione amministrativa dell’Asl di Monza e Brianza; l’anno successivo è stato nominato direttore generale dell’Asst Melegnano e Martesana. Poi appena lo scorso maggio l’arrivo ad Asti in sostituzione di Ida Grossi. Neppure il tempo di disfarla, che il manager ha subito ripreso la valigia per la Lombardia.

Nulla di nuovo sotto il sole, si dirà. Ed è vero. Anche se forse ragionare su contratti che garantiscano un minimo di continuità evitando di trasformare le Aziende sanitarie del Piemonte in comodi taxi o ben remunerati parcheggi in attesa di incarichi più interessanti, non sarebbe male.

O, forse ancora, non resta che la rassegnazione. In fondo per avere alla direzione regionale l’ex drigente del ministero Renato Botti, in corso Regina erano stati disposti perfino ad aumentare l’emolumento. Botti ha preso, ringraziato e quando è arrivata l’offerta dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti, pure lui ha preso la valigia. Già bell’e pronta. Prima di lui era stato il suo predecessore Fulvio Moirano, a levare l'ancora alla volta della Sardegna. Di poche settimane fa l'ultimo addio di un grand commis: quello del segretario generale di piazza Castello Michele Petrelli

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